È ancora troppo alto il numero degli infortuni sul lavoro

L’aumento degli infortuni in Lombardia ha indotto Cgil Cisl Uil ad organizzare un presidio presso la Regione Lombardia, il 17 aprile scorso, per chiedere un impegno straordinario teso a rafforzare il sistema dei controlli e la programmazione delle politiche regionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Cgil Cisl Uil anche a Cremona stanno programmando una iniziativa, così come in tutte le province lombarde, per cercare di sensibilizzare ulteriormente il sistema della prevenzione e della sicurezza sul lavoro, per contrastare gli attuali trend infortunistici ed aumentare i controlli che in Lombardia non superano quota 30-35 mila all'anno su 500.000 imprese.

I 150 milioni di tagli del Governo a risorse che l’Inail destinava a prevenzione e formazione, così come l’allargamento delle maglie previsto nel decreto “sblocca cantieri” su massimo ribasso e subappalto vanno purtroppo nella direzione opposta a quella da noi auspicata.

Il nostro obiettivo resta la tutela dei lavoratori e del loro diritto a un lavoro sicuro.

Finché ci sarà anche solo un infortunio Cgil Cisl Uil non potranno dichiarare la propria soddisfazione.

Nel 2018 nella nostra regione si sono registrati 119.937 infortuni, 2.180 eventi in più rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre del 2019 sono già stati rilevati 30.061 infortuni, di cui 39 mortali.

In provincia di Cremona nel 2018 gli incidenti sono stati 5.339 di cui 5 mortali.

Si tratta di dati preoccupanti, che non possono lasciare indifferenti chi di lavoro si occupa tutti i giorni. Le classifiche su questi temi ci interessano poco.

Gli ultimi incidenti mortali hanno colpito la sensibilità di tantissimi cittadini e lavoratori cremonesi nella consapevolezza che non si possa continuare a morire di lavoro e che anche solo un incidente debba considerarsi come una sconfitta per tutta la società.

Cgil Cisl Uil e Confindustria  il 12 dicembre 2018 hanno sottoscritto un'intesa dal titolo “La salute e sicurezza nel Patto della fabbrica”, in cui si conviene come il tema della sicurezza sia una delle priorità da affrontare in una logica partecipativa, ma anche attraverso un sistema di regole e impegni ben definiti. Dobbiamo dare gambe a questa intesa.

Non riuscire a tutelare l’integrità fisica di chi quotidianamente si reca sul suo posto di lavoro non può passare come un fatto normale e deve impegnare tutti: datori di lavoro, lavoratori e Istituzioni, a partire dagli enti preposti alla vigilanza fino alle Regioni ed al Governo.

Serve un maggiore impegno per garantire la salute e l’incolumità di chi lavora. Sia esso lavoratore dipendente o imprenditore.

Cremona, 30 aprile 2019