Sindacato confederale e unitario dei pensionati: Un confronto con i Comuni
Aumenta il sostegno economico dei cittadini lombardi per avere servizi pubblici locali, i Comuni hanno avanzi di amministrazione dettati da troppa prudenza e non sempre buona programmazione.
Il confronto con i Comuni che come sindacato unitario dei pensionati e confederale stiamo sollecitando sarà particolarmente difficile.
Occorre lavorare con gli enti locali per evitare una secca riduzione dei servizi.
È necessario promuovere una vasta e maggiore lotta all’evasione fiscale, garantirsi l’efficienza della pubblica amministrazione e dei servizi, assieme a trasparenza e equità.
Ai Comuni chiediamo di aumentare il grado di equità nella allocazione delle risorse, di aumentare la responsabilità pubblica in un momento tanto difficile per le famiglie, affinché i diritti alla salute, all’assistenza e all’istruzione vengano garantiti; di garantire a tutti un alloggio adeguato con un occhio di particolare riguardo agli anziani e ai giovani. Insomma occorre sostenere le persone in situazioni di fragilità sociale, come gli anziani non autosufficienti, implementare i servizi a sostegno della famiglia e dell’infanzia e dell’adolescenza.
Per fare questo occorrono risorse e in questo periodo fare gli amministratori non è certo un compito facile.
Proprio per questo abbiamo cercato di leggere attentamente i bilanci dei Comuni e dobbiamo dire che occorre migliorare la programmazione dei bilanci cercando di spendere tutte le risorse destinate a sostegno del sociale, perché ve ne è tanto bisogno. Non è sempre così, anche se qualcosa sta cambiando nei Comuni, ma molto ancora c’è da fare.
L’esame dei bilanci di previsione per il 2011 e dei consuntivi 2010 dei comuni lombardi evidenza come, nonostante i progressivi tagli ai trasferimenti statali e i forti vincoli di spesa introdotti negli ultimi anni, le amministrazioni locali non riescano a spendere tutte le somme previste in bilancio facendo maturare cospicui avanzi di amministrazione.
Per quanto riguarda infatti le previsioni definitive per il 2010 (cioè i dati a consuntivo), tutti i comuni lombardi hanno dichiarato avanzi di amministrazione pari a ben 502 milioni di euro, una somma che a livello pro capite corrisponde a 50,7 euro per cittadino (44 euro pro capite a livello Italia). Eppure in sede di bilancio previsione i comuni della Lombardia avevano previsto di ottenere un avanzo molto più contenuto, pari a 18,2 euro pro capite
Per il 2011 gli stanziamenti iniziali dei comuni – che, dunque, in genere tendono a stimare utili di amministrazione poco consistenti – prevedono un avanzo complessivo di circa 177,6 milioni di euro, una somma comunque consistente pari a quasi 12 euro per ogni cittadino lombardo.
Va sottolineato che le somme riportate negli avanzi di amministrazione vengono poi riutilizzate dalle Amministrazioni comunali allo scopo di ripianare i debiti o per effettuare interventi diversi da quelli inizialmente previsti (vincolati o non), oppure confluiscono direttamente negli stanziamenti di bilancio per l’anno successivo.
La consistenza delle somme non utilizzate (si pensi che nel 2009 l’avanzo dei comuni lombardi ammontava a circa 800 milioni di euro, pari a 80 euro pro capite) ci autorizza a ritenere che siamo di fronte non a un fenomeno fisiologico della gestione, quanto piuttosto a una non adeguata programmazione da parte degli enti locali.
Considerando l’avanzo di amministrazione calcolato definitivamente per il 2010, tra i comuni lombardi le somme più alte si registrano nelle classi demografiche più piccole, fino a mille abitanti (pari a ben 105,7 euro pro capite), da mille a tremila abitanti (85,6 euro) e da tremila a cinquemila abitanti (71,1 euro), a conferma che dell’esistenza di forti diseconomie di scala (capacità di progettazione e di realizzazione degli interventi) nei piccoli comuni. Nelle medie e grandi città (con oltre 50mila abitanti), tuttavia, l’avanzo di amministrazione fa registrare anche in questo caso somme consistenti, pari mediamente a 40 euro.
Dall’analisi dei bilanci di previsione per il 2011 emerge, inoltre, un’altra linea di tendenza, questa volta che conferma come, negli ultimi anni, sia cresciuta non solo la pressione tributaria a livello nazionale (leggi: manovre correttive nazionali varate nel 2010-2011) e locale (leggi: Addizionale Irpef regionale e comunale, Tarsu, ora Imu) ma anche la quota di compartecipazione dei cittadini ai costi dei servizi pubblici locali.
Infatti, il grado di copertura di tutti i servizi a domanda individuale (dato dal rapporto tra spese ed entrate specifiche costituite dai proventi delle tariffe e da contributi straordinari) è pari nel 2011 al 58% (il 53,7% a livello nazionale), con un incremento progressivo registrato rispetto al 2009 (55,7%)e al 2010 (56,2%).
In modo particolare la copertura del costo complessivo dei servizi a domanda individuale è più alta sia nel caso delle mense (comprese quelle scolastiche), con un valore pari al 72,3% (63,5% a livello nazionale), sia per quanto riguarda gli asili nido (56,5%, il 41,4% a livello Italia).
Si conferma dunque che cresce progressivamente la responsabilità dei cittadini in termini di partecipazione alle spese per i servizi pubblici locali, ma diminuisce invece proprio l’offerta degli stessi servizi, sia in termini qualitativi che quantitativi. E’ noto infatti come i progressivi tagli ai trasferimenti statali comuni nonché i recenti vincoli di spesa (leggi: Patto di stabilità) riducano progressivamente gli stanziamenti complessivi, specie quelli di parte corrente. La spesa sociale, ad esempio, ha visto diminuire la propria incidenza sul totale dal 18,6% del 2009 al 18% del 2011.
Auspichiamo quindi che i comuni intraprendano tutte le iniziative possibili al fine di migliorare efficienza ed efficacia della gestione e di spendere davvero tutte le risorse disponibili, potenziando in modo particolare i servizi sociali e alla persona, anche con riferimento alla realizzazione di infrastrutture ad hoc.
La gestione associata dei Comuni è un utile strumento per lavorare a una efficace programmazione delle risorse pubbliche, che proprio perché pubbliche devono soddisfare e rispondere ai bisogni sociali sempre più esigenti in una situazione di difficoltà economica e sociale.
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Avanzo di Amministrazione Pro-Capite |
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2009 Previsioni Iniziali |
2009 Definitivo |
2010 Previsioni Iniziali |
2010 Definitivo |
2011 Previsioni Iniziali |
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CLASSI DEMOGRAFICHE |
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|
Fino a 1.000 Abitanti |
23,8 |
92,1 |
35,8 |
105,7 |
32,8 |
|
1.001 - 3.000 Abitanti |
21,9 |
82,3 |
22,0 |
85,6 |
18,7 |
|
3.001 - 5.000 Abitanti |
6,6 |
57,3 |
15,6 |
71,1 |
9,2 |
|
5.001 - 10.000 Abitanti |
10,2 |
54,1 |
16,5 |
50,1 |
13,0 |
|
10.001 - 20.000 Abitanti |
11,5 |
41,1 |
15,3 |
45,5 |
17,7 |
|
20.001 - 50.000 Abitanti |
13,9 |
40,5 |
11,2 |
31,5 |
8,4 |
|
Oltre 50.000 Abitanti |
10,9 |
169,3 |
3,5 |
40,0 |
6,1 |
|
PROVINCE |
|
|
|
|
|
|
Bergamo |
10,0 |
60,4 |
17,6 |
74,1 |
9,9 |
|
Brescia |
15,7 |
64,0 |
16,0 |
73,6 |
12,9 |
|
Como |
12,6 |
75,8 |
14,3 |
68,1 |
13,3 |
|
Cremona |
16,0 |
46,7 |
23,5 |
56,6 |
24,1 |
|
Lecco |
9,2 |
63,2 |
9,5 |
64,4 |
9,3 |
|
Lodi |
38,7 |
95,8 |
19,1 |
64,7 |
14,1 |
|
Mantova |
10,8 |
59,6 |
10,9 |
50,4 |
9,6 |
|
Milano |
12,2 |
133,8 |
11,5 |
31,6 |
7,9 |
|
Monza e Brianza |
3,6 |
33,7 |
2,8 |
30,5 |
5,4 |
|
Pavia |
7,3 |
55,8 |
6,6 |
45,8 |
8,0 |
|
Sondrio |
7,1 |
62,9 |
9,0 |
93,8 |
14,8 |
|
Varese |
15,3 |
53,8 |
17,8 |
47,5 |
30,4 |
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE LOMBARDIA |
12,2 |
83,2 |
13,0 |
50,7 |
11,9 |
|
|
|
|
|
|
|
|
TOTALE ITALIA |
17,5 |
54,5 |
18,2 |
44,0 |
20,9 |
Fonte: Banca dati Autonomie locali SPI CGIL Lombardia
Febbraio 2012






























