Poste Italiane: con la commessa Amazon arriva lo sciopero

SLC CGIL regionale ha deciso lo stato di agitazione di tutti i dipendenti di Poste Italiane a livello lombardo dopo avere preso atto della mancanza di riscontri positivi rispetto alle carenze di organico, di strutture, mezzi e parco macchine nei centri di recapito e negli uffici postali per affrontare l’avvio della “commessa Amazon”.

Amazon, aziende statunitense di commercio online, ha infatti conferito a Poste Italiane l’incarico di consegnare a casa dei propri clienti i prodotti venduti tramite la piattaforma. Pacchi, che potranno raggiungere il peso fino a 5 chilogrammi e che, dopo lo smistamento in uno dei tre centri lombardi di Brescia, Roserio, Peschiera Borromeo, saranno affidati ai postini per la consegna al cliente. Un volume di consegne che si stima possa triplicarsi a partire dai prossimi giorni e che, secondo Poste Italiane, potrebbe arrivare a toccare i 35.000 colli per Natale.

In questo contesto, la provincia di Cremona rappresenta uno dei territori più a rischio malfunzionamento e, l’insoddisfacente incontro sindacale a livello regionale dei giorni scorsi sulla gestione della “commessa Amazon”, segna la netta contrapposizione del Sindacato SLC CGIL e viene vissuta come una ulteriore occasione sprecata. La decisione aziendale di affrontare il problema con l’assunzione a livello regionale di soli 80 nuovi postini ha prodotto forte sconcerto perché, così facendo, la gestione della “commessa Amazon” creerà inevitabilmente nuove difficoltà che si andranno a sommare alla serie di altre difficoltà operative, ormai sotto gli occhi di tutti e più volte denunciate, ma mai risolte: organici, distacchi operati in barba alle regole per gli sportellisti, pressioni commerciali e spostamenti immotivati degli specialisti, rilevante presenza di lavoratori precari per la distribuzione della posta, disservizi cronici nei territori con apertura degli uffici postali a giorni alterni che si sommano alla mancanza di mezzi adeguati e al marcato ritardo nell’ammodernamento del parco macchine.

 

Una situazione che, anche per i tagli organizzativi già operati nel recapito e negli uffici postali della provincia di Cremona, ha fino ad oggi procurato diffuse carenze nei servizi alla cittadinanza, aumento dei carichi di lavoro e disorientamento tra i lavoratori. Alla luce delle posizioni assunte dall’azienda nell’incontro sindacale sulla “commessa Amazon”, lo sconcerto ha ormai il sopravvento. L’aumento delle malattie da stress, la crescita continua del livello degli infortuni e i disservizi del recapito  rischiano di esserne le legittime conseguenze.

In attesa che anche le altre Organizzazioni sindacali decidano un propria posizione di merito, SLC CGIL ha deciso di proclamare la mobilitazione dei lavoratori con sciopero delle prestazioni straordinarie ed aggiuntive per il periodo 20 ottobre – 19 novembre 2017.

La decisione va letta come ulteriore invito rivolto alla Direzione di Poste Italiane perché avvii finalmente un percorso negoziale virtuoso, anche a livello territoriale, che porti ad uno incremento degli organici, una riqualificazione dei servizi sui territori, un miglioramento e riconoscimento del lavoro svolto dai propri dipendenti. Non ultimo il rapido rinnovo del Contratto nazionale di lavoro.

SLC CGIL ritiene infatti che una contrattazione territoriale a livello regionale, rapida, esaustiva e con esiti condivisi, sia lo strumento indispensabile per affrontare i problemi di questa grande azienda e per dare gambe ai progetti di rilancio dell’intero settore postale. È ormai dimostrato, infatti, che lo sbrigare le questioni a livello territoriale alla stregua di semplici formalità con una informazione al Sindacato su decisioni organizzative già assunte a Roma da Poste Italiane, non produce alcun risultato utile.

Gianfranco Manara
Segretario SLC CGIL Cremona