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Un "salvagente" per i lavoratori della cava Alberti

La Provincia, 22 gennaio 2013, p. 24

Un ‘salvagente’ per gli operai
Vertice decisivo per la mobilità dei 25 lavoratori della cava Alberti


di Stefano Sagrestano
La mobilità come soluzione per garantire un futuro meno incerto ai 25 dipendenti di Cava Alberti. Domani alle 15,30 si terrà una riunione fondamentale per capire se questa strada sia percorribile. E’ convocata nella sede della Provincia a Cremona. Vi prenderanno parte i tecnici dell’ufficio Lavoro, la stessa Paola Orini, titolare dell’assessorato, i sindacalisti Cesare Pavesi (Fillea-Cgil) e Enrico Sonzogni (Filca Cisl) e i titolari dell’impresa di estrazione di sabbia e ghiaia.

Attualmente, i dipendenti della cava sono in cassa in deroga per sei mesi, sino a fine giugno. Dunque viene loro garantito uno stipendio minimo (intorno ai 7-800 euro) per questo periodo. Con la mobilità potrebbero veder estesa questa opportunità per almeno un anno. Nel caso dei dipendenti con più di 40 anni l’ammortizzatore sociale coprirebbe 24 mesi. Per chi è prossimo alla pensione (gli over 50enni) si arriverebbe a tre anni. In più i dipendenti avrebbero maggiori possibilità di trovare una ricollocazione nel settore edilizio, in particolare presso imprese analoghe a Cava Alberti o che, comunque, si occupano di lavori di escavazione. A questo proposito, il prossimo arrivo nel Cremasco del cantiere del maxi gasdotto di Snam Rete Gas (vedi box in pagina, ndr) previsto per la seconda parte dell’anno in corso potrebbe rappresentare un’importante valvola di sfogo per gli operai specializzati dell’Alberti, ma anche per tanti altri lavoratori impiegati nel settore edilizia.
«Come è noto — spiega Cesare Pavesi — nel Cremasco abbiamo centinaia di cassaintegrati nel comparto. Sappiamo di un interesse delle imprese che si occupano degli scavi del gasdotto verso certe professionalità. La mobilità garantisce maggiori incentivi fiscali per chi assume persone che usufruiscono di questo ammortizzatore sociale, rispetto a coloro che si trovano in cassa integrazione in deroga. La possibilità che si sta aprendo per l’Alberti ci vede molto interessati anche per altri motivi. Significherebbe dare maggior respiro ai lavoratori, specialmente a quelli a cui mancano un anno, o due, per raggiungere l’età pensionabile. L’azienda, attraverso la Provincia, ci ha comunicato l’intenzione di verificare questa opportunità e noi siamo pronti a sederci al tavolo per la trattativa. Solitamente per poter aprire la procedura servono tre mesi di versamenti anticipati da parte dell’impresa che la richiede. Staremo a vedere se ciò sarà possibile, pronti a cogliere al volo l’occasione. Ci saranno da verificare diversi aspetti tecnici e legali».
Tra i lavoratori c’è attesa per capire come finirà l’incontro di domani pomeriggio. Da mesi, ormai, sono senza occupazione con lo spettro di una possibile chiusura dell’attività e la difficoltà oggettiva a trovare nuova occupazione nel breve termine. La ripresa dell’attività edilizia non avverrà, probabilmente, nell’arco di quest’anno.Molti cantieri sono fermi e la partenza di diverse opere edili è bloccata. In più non ci sono grandi interventi pubblici, almeno sino a quando non verrà avviato il secondo lotto del raddoppio della Paullese, che dovrebbe partire nella seconda parte del 2013 e che potrebbe richiedere l’impiego di manodopera specializzata da assorbire tra coloro attualmente in mobilità.