Home iniziative Rivedere il sistema previdenziale

Rivedere il sistema previdenziale

Sabato 2 aprile 2016 mobilitazione nazionale
Presidio a Cremona in piazza Roma dalle 9.30 alle 11.30

Cosa chiediamo al Governo (vedi volantino)

Ribadiamo le proposte sulla revisione complessiva del sistema previdenziale contenute nella piattaforma unitaria di CGIL, CISL e UIL con l’obiettivo di ripristinare GRADUALITÀ, FLESSIBILITÀ e SOLIDARIETÀ anche allo scopo di rendere sostenibile il sistema sul piano sociale, per fare ripartire il turn over occupazionale e favorire l’occupazione giovanile.

È necessario ripristinare gradualità, flessibilità e solidarietà del sistema:

NO a ipotesi di ricalcolo contributivo alle pensioni in essere

al diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età del lavoratore e senza penalizzazioni: così si tutelano meglio i lavoratori precoci

alla possibilità del lavoratore di decidere l’età di accesso alla pensione:

va ripristinata la flessibilità dai 62 ai 70 anni di età con almeno 35 anni di contributi e un importo di pensione pari o 1,5 volte l’assegno sociale, senza ulteriori penalizzazioni per i lavoratori rispetto al calcolo contributivo che dal 2012 si applica a tutti

al riconoscimento del principio che i lavori non sono tutti uguali mediante una diversa valorizzazione dei periodi, soprattutto di lavoro usurante

alla “quota 100” senza penalizzazioni sul calcolo della pensione

allo sviluppo della previdenza complementare

a reintrodurre per le donne la gradualità nell’aumento dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia sia per le lavoratrici del settore privato sia per le lavoratrici del settore pubblico

al riconoscimento del lavoro di cura familiare

all’abrogazione della norma che impedisce la cumulabilità dei periodi di laurea e di congedo parentale non coperti da contribuzione per le donne

alla proroga “dell’opzione donna”

alla Settima Salvaguardia, per i lavoratori “esodati”, che includa anche lavoratori finora esclusi dai precedenti provvedimenti e che risolva la questione in modo definitivo, incluso il problema della quota 96 per i lavoratori della scuola

all’abrogazione del sistema di ricongiunzioni onerose introdotto dalla Legge 122/2010

a un meccanismo di perequazione delle pensioni in pagamento che sia conforme al dettato dello Costituzione e che salvaguardi realmente il potere di acquisto del reddito dei pensionati, attraverso l’estensione del meccanismo di perequazione automatico alle pensioni di importo almeno fino a 7 volte il trattamento minimo