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“Basta tagli alla salute”

Cosa succederà alla sanità lombarda con i tagli previsti dal governo?

Lunedì 23 luglio in occasione della giornata nazionale di lotta che la CGIL ha indetto con al centro la parola d’ordine “Basta tagli alla salute", in Lombardia sono previsti volantinaggi davanti agli ospedali e a Milano anche una conferenza stampa sotto la sede della Regione in via Melchiorre Gioia a partire dalle ore 10,30.

Questa iniziativa, che interesserà tutte le piazze italiane con momenti di mobilitazione e di informazione alle cittadine e ai cittadini, si è resa necessaria perché i tagli indiscriminati che il Governo Monti sta operando con il D.L. N° 95, stanno mettendo seriamente a rischio settori importanti e vitali come la sanità pubblica e l’assistenza, producendo un aumento del disagio sociale soprattutto tra le fasce meno abbienti e la popolazione anziana, e sta mettendo in discussione l'erogazione di servizi fondamentali.

Si tratta di un vero e proprio allarme che la CGIL intende lanciare in un periodo nel quale forse può calare l’attenzione generale, ma non il bisogno dei cittadini di veder garantito il proprio diritto alla salute con cure e assistenza adeguate.
Il governo, invece di operare una seria riorganizzazione della sanità e della spesa, ha deciso di tagliare ancora il finanziamento di circa 900 milioni nel 2012, 1.800 milioni nel 2013, 2.000 dal 2014 (4.700 milioni nel triennio).
Questa riduzione del finanziamento si aggiunge ai tagli per 7.950 milioni previsti dalla manovra Berlusconi (2.500 milioni nel 2013, 4.950 milioni a decorrere dal 2014). Il totale del saldo da finanziare per il triennio 2012-2014 diventa così di 12.650 milioni. Ma i tagli cumulati nel triennio sono ormai quasi 22 miliardi.
A ciò si aggiungerà la riduzione dei posti letto che le Regioni dovranno deliberare, che comporterà una riduzione dell'offerta di servizi sanitari alla cittadinanza e provocherà emergenze occupazionali sia nel settore pubblico che in quello privato di gestione dei servizi.
Molte sono le domande che i provvedimenti che vanno sotto il nome di "spending review" stanno sollevando anche in una regione “avanzata” come la nostra, che secondo il proprio Governatore è l’eccellenza in tema di sanità.
Che ne sarà dei 40.000 posti letto che oggi sono garantiti? E cosa succederà quando anche da noi verranno ridotti, in una realtà dove l’ospedale è al centro di tutto il sistema ed è spesso l’unica risposta? E' fin troppo facile immaginare quali saranno le fasce che risentiranno maggiormente di tale limitazione della disponibilità di servizi.
E che ne sara' degli oltre 105.000 lavoratrici e lavoratori, tra medici, infermieri e tecnici (peraltro 80.000 sono donne) che operano nel settore pubblico, e degli oltre 35.000 del settore privato?
Il sindacato è sempre stato favorevole a una politica trasparente di controllo contro gli sprechi e di razionalizzazione delle risorse, ma decisamente contrario a tagli indiscriminati.
Per queste ragioni la CGIL Lombardia, la Funzione Pubblica, il Sindacato Pensionati della Lombardia e la Camera del Lavoro di Milano, nell’ambito della giornata nazionale di lotta indetta dalla CGIL, organizzano per lunedì 23 luglio, a partire dalle 10,30 un’iniziativa pubblica con volantinaggio davanti alla sede della Regione.

vedi volantino