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“Esodati”: li contiamo noi

Il governo non sa quanti sono: la Cgil Lombardia promuove un censimento di tutti gli esodati per garantire i loro diritti e informarli sulla vertenza

Tra le tante ricadute negative imposte dalla riforma previdenziale fatta solo per fare cassa, una delle ripercussioni più pesanti la subiscono le lavoratrici e i lavoratori “esodati” che, in un momento di forte crisi occupazionale, vengono espulsi dal mondo del lavoro e rimangono senza stipendio e senza pensione.

 

La Cgil chiede da tempo di garantire soluzioni pensionistiche a tutti i soggetti interessati che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • che hanno sottoscritto accordi di esodo anche dopo il 4/12/2011 ma entro dicembre 2011 e che lasciano effettivamente il lavoro anche successivamente il 31/12/2011
  • che stanno usufruendo degli ammortizzatori anche oltre il 2012 e quindi incorrono negli innalzamenti dei requisiti per il diritto a pensione sulla base degli incrementi delle aspettative di vita
  • gli autorizzati alla prosecuzione volontaria
  • gli esonerati dal servizio (lavoratori statali)
  • i titolari di prestazioni straordinarie a carico dei fondi di solidarietà di settore (bancari, ex dipendenti delle assicurazioni e delle poste)

La Cgil, negli incontri che si terranno al Ministero del Lavoro, chiederà una soluzione che dia certezze e tutele alle persone, che vivono in questi mesi il dramma per il loro futuro, oltre che la quantificazione numerica della platea di lavoratori e lavoratrici coinvolti, ad oggi non definita.
Anche in ragione di ciò  la CGIL Lombardia  propone un censimento degli “esodati” a cui verranno chiesti alcuni dati per costruire una mappa delle persone coinvolte, oltre che fornire aggiornamenti diretti sullo stato del confronto con il Governo e delle possibili soluzioni.

Contiamoci per contare – Censimento Esodati Lombardia