Il trasporto ferroviario di Cremona, fra incertezze e contrapposizioni
Il trasporto ferroviario di Cremona, fra incertezze e contrapposizioni!
Sul trasporto ferroviario, in questi giorni, a Cremona s’è riaperto il solito dibattito.
Dopo la dura presa di posizione dei pendolari, anche le amministrazioni locali, con i loro rispettivi più alti esponenti, rispettivamente il Sindaco di Cremona e il Presidente della Provincia, sono scese in campo.
L’amministrazione comunale di Cremona, dopo l’incontro in Regione ha espresso piena soddisfazione alle promesse di TreNord, mentre quella provinciale ha espresso il proprio scetticismo.
Nonostante, quindi, sul tema ferroviario l’ambito del confronto attuale è ancora quello solito del futuro più o meno prossimo, si sono comunque registrati posizioni e giudizi totalmente opposte.
Ancora una volta, qui a Cremona, ci si trova a dover testimoniare un interesse estemporaneo e poco convinto degli organismi preposti a risolvere le difficoltà dei pendolari e del servizio ferroviario del nostro territorio.
E’ vero, il problema è complesso e occorre tempo ma, proprio per questo, sul trasporto ferroviario la soluzione non può che arrivare in prima istanza della politica, ricordando, fra l’altro, che è la Regione Lombardia a stipulare il contratto di servizio con Trenord, quindi non può che scaturire da sinergie tra i livelli amministrativi, Comune, Provincia e Regione, se davvero si vuol dare una risposta concreta ai cittadini.
Forse è giunta l’ora di dire le cose come stanno davvero e se per davvero queste nostre amministrazioni hanno la volontà di cimentarsi per risolvere i problemi dei cittadini oppure no.
Forse è anche giunta l’ora di chiudere con le contrapposizioni gratuite e improduttive e perciò aprire quel “Tavolo della Mobilità”, con le Associazioni Sindacali dei Lavoratori e le Associazioni degli Utenti, per fare sintesi e per individuare soluzioni condivise, certamente, meno improvvisate, possibilmente, più pratiche e, soprattutto, con l’obiettivo dell’interesse generale.
Sarebbe l’occasione per assumere decisioni innovative e non mutuate dall’esperienza d’oltremanica (come invece suggerisce il Presidente Salini) che, oltretutto, come insegna la storia è stata deleteria sia sul fronte dei tagli occupazionali e dei diritti del lavoro sia sul fronte dell’esercizio e della sicurezza.
La ferrovia inglese negli anni della privatizzazione più spinta è stata quella con il maggior numero d’incidenti, con l’offerta più bassa e con costi quadruplicati.
Forse è giunta l’ora perciò di puntare alla realizzazione dei progetti infrastrutturali già programmati (ad esempio il raddoppio delle linee, l’eliminazione dei passaggi a livello) per esprimere un nuovo protagonismo delle Amministrazioni Locali e per ampliare il potere d’interlocuzione e di proposta verso la Regione e TreNord.
Cremona, 18 febbraio 2012






























