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Ada Salvagnini

La quarta di copertina:

«Giovane maestra non esitò dopo l’otto settembre ad unirsi ai partigiani nella lotta contro fascisti e tedeschi.
Audace staffetta ferita, salvata, riprese il suo posto di lotta presso il Comando partigiano di Padova.
Fu dirigente del Partito comunista, del Sindacato, collaboratrice de "L’Unità" a Milano
Inviata a Cremona fu segretaria del sindacato tessile e componente della segreteria della federazione comunista e dell’UDI.
Nel 1952 fu inviata nel Mezzogiorno a Salerno prima e dopo alla Federazione comunista napoletana collaboratrice di M. Valenzi e poi di A. De Jaco responsabili della commissione culturale e stampa.
A Napoli è stata anche impegnata all’Associazione Italia-URSS e all’ANPI di cui è stata Vicepresidente continuando il suo amore per la libertà in assemblee, convegni, incontri con gli studenti.»

Nel 2011 la famiglia – il marito Angelo Abenante e i figli – ha dedicato questo libro di testimonianze ad Ada Salvagnini, della quale il ricordo è ancora vivo anche a Cremona tra i militanti del secondo dopoguerra.

Giuseppe Azzoni (pag. 41): «Avendo io lavorato al Pci solo una decina di anni dopo che Ada era via da Cremona, ho chiesto a Franco Dolci e ad Anna Rossi – che hanno lavorato insieme a lei – di parlarne, e ho riscontrato alcune essenziali informazioni sul mio libro (Giuseppe Azzoni, Il Pci a Cremona dopo la Liberazione 1945-1953, Cremonabooks, 2003). (…)
Nel 1945 Ada Salvagnini è tra le protagonista della costruzione dell’Udi provinciale.
Nel 1946 è membro della segreteria provinciale del Pci come responsabile femminile. Segretario era Alessandro Vaia (…).
Il nome di Ada Salvagnini è poi citato tra quelli degli oratori/oratrici di riunioni e manifestazioni delle lotte sociali e politiche durissime, di risonanza nazionale, che si ebbero qui nel 1949.
Anna Rossi la ricorda molto impegnata in scontri sindacali in occasione della chiusura delle prime filande e conseguenti numerosi licenziamenti.»

Anna Rossi (pag. 45)

«Ho conosciuto Diana che avevo 17 anni. Avevo appena finito la scuola media superirore….
Mi ritrovai al sindacato dei Tessili del quale Ada era segretaria. Era l’anno 1948.
Il sindacato dei tessili a Cremona era costituito per la grande maggioranza dalle filatrici.
Incomincia in quell’anno la stagione degli scioperi e dell’occupazione delle filande.
Da lei ho appreso le prime nozioni di come essere sindacalisti, di come battersi per la difesa del diritto al lavoro.
Poi “Diana” si trasferì e nell’anno 1949 divenni segretario del sindacato dei tessili. E purtroppo nell’anno 1950 le filande chiusero i battenti.
Di lei non ho più avuto notizie, né abbiamo avuto modo d’incontrarci. Quando ho saputo della sua morte, me la sono rivista. Di “Diana” ho un ricordo preciso, il suo volto era aperto al sorriso, sempre disponibile ad aiutare, battagliera. Era una bella persona.»

 

La Confederterra di Enrico Fogliazza

Abbiamo reso omaggio a Kiro Fogliazza, già segretario della Confederterra e della Federbraccianti (1947-1953) esponendo nella camera ardente allestita nella sede dell'Anpi cremonese lo stendardo del "suo" sindacato.

 

Segreterie della Camera del lavoro di Cremoma

dal novembre 2011
Mimmo Palmieri – segretario generale
Donata Bertoletti
Rita Brambini
Marco Pedretti

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Dall’unione all’unità

Ottant’anni di lotte del movimento sindacale cremonese (1893-1973)
Pubblicato per l’ottantesimo anniversario di fondazione della Camera del lavoro di Cremona – una delle prime nate in Italia –, questo libro è rimasto l’unico che ripercorra tutta l’evoluzione del movimento dei lavoratori cremonesi, dalle società di mutuo soccorso e dalle leghe di mestiere all’unità sindacale forgiata nelle battaglie degli anni ’70.
Come spesso capita con le ricostruzioni storiche scritte dai protagonisti stessi delle vicende narrate ed analizzate, anche il libro può essere considerato documento storico in sé. A maggior ragione, dunque, l’Archivio storico della Cgil lo ripropone in edizione digitale all’inizio di quest’anno che ricorda i 120 anni della Camera del lavoro di Cremona.

scarica il libro in formato pdfin formato e-book

 

La busta della paga

La “busta paga” oggi è un prospetto, talvolta nemmeno di carta ma, “immateriale”, da scaricare da uno spazio web del datore di lavoro. Cercando di raccogliere le ultime vere buste sopravvissute non si vuole abbandonare al nostalgico collezionismo; la raccolta intende conservare “pezzi di memoria” del lavoro.
Invitiamo tutti a partecipare, portando in Archivio le originali o copie digitali, specialmente di buste che hanno stampato su una pubblicità - commerciale o "progresso" (tipo antinfortunistica) - o altri elementi oltre le voci della retribuzione.

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

 
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