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La memoria dei minatori casalaschi in Belgio

«La vicenda dei minatori italiani costituisce una pagina importante della storia italiana. Quella dei minatori casalaschi una pagina importante della storia della nostra comunità.
Non può essere considerato retorico ricordare il loro spirito di sacrificio e la speranza nell’avvenire che hanno dimostrato. Possiamo ben dire che con il loro lavoro hanno contribuito a determinare quella crescita economica e culturale che adesso è sotto gli occhi di tutti. Se vogliamo, l’esperienza dei minatori in Belgio può anche essere vista come un esordio della convivenza europea e ci può aiutare ad affrontare quel tema cruciale del mondo d’oggi che è l’emigrazione.»

A cura di Ettore Gialli, I casalaschi nelle miniere di carbone in Belgio. La storia e i racconti, Lega Spi Casalmaggiore, 1998

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8 marzo nei campi della morte

di Teresa Noce

Marzo 1945 - Il soffio primaverile pareva portasse con sé anche il soffio della libertà nel mondo. Dall’Oriente all’Occidente città, province, regioni dei differenti paesi di Europa venivano liberate una dopo l’altra. Malgrado le S.S., malgrado le alte mura coronate di filo spinato elettrificato, malgrado catenacci, poliziotti e cani lupo, questo soffio primaverile della libertà avanzante penetrava anche nei campi della morte, in Germania. E risvegliava, ravvivava la speranza nel cuore delle deportate politiche di tutti i paesi, delle donne patriote che pagavano tutti i giorni, con le torture e la morte, il loro attaccamento alla causa della libertà e della indipendenza dei popoli.

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La fornace Frazzi: lo sguardo dentro

Tra le iniziative che la Cgil di Cremona ha voluto dedicare al 100° anniversario della nascita dell’organizzazione, assume un valore particolare la mostra «Fornace Frazzi – Lo sguardo dentro. Dipinti di Giovanni Arisi» (Cremona, Palazzo Comunale, Sala Alabardieri, 12-28 gennaio 2007, vedi l'invito)
L’esposizione dei quadri di un ex operaio della fornace di Porta Po – nell’anno che coincide con il 30° anno della sua morte – rende omaggio e onore al lavoro, al riscatto sociale che la classe lavoratrice realizzava anche attraverso la cultura, l’arte; alla ricchezza della terra di Po e all’attività industriale che trasformò l’argilla in mattoni e muri che tutt’oggi ammiriamo in questa e in altre città d’Italia.
La mostra – curata da Teréz Marosi (Archivio Storico Cgil Cremona) e realizzata in collaborazione con la rivista Cremona Produce che ha dedicato il dossier di copertina del numero 6/2006 all’ex Ceramica Frazzi – sarà inaugurata alle ore 17 di venerdì 12 gennaio 2007.
Interverranno l’assessore alla cultura del Comune di Cremona Gianfranco Berneri, Donatella Migliore e Raimonda Lobina (tra gli autori del dossier) della redazione di Cremona Produce, Massimiliano Dolci, segretario generale della Cgil di Cremona.

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Massimo La Spina: Il pittore e la fornace

 

L'inaugurazione della mostra

Opere e bozzetti di Giovanni Arisi
(riproduzione vietata; ogni diritto riservato agli eredi)





 

Nuova acquisizione: il fondo Gastone Dordoni

Dal 16 al 21 gennaio 2012 è La Settimana degli Archivi storici, Biblioteche e Centri di documentazione della CGIL promossa dalla CGIL nazionale, dalla Fondazione G. Di Vittorio e dal Coordinamento nazionale degli Archivi storici. Per la CGIL si tratta di una prima importante iniziativa che mira alla valorizzazione del patrimonio documentale conservato [vedi].

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L’Archivio Cgil di Cremona consolida la sua connotazione di “contenitore” per la conservazione non soltanto per la sua storia, ma in generale per la memoria del mondo del lavoro e dei movimenti dei lavoratori e delle organizzazioni di sinistra con l’acquisizione di una importante raccolta privata. La signora Vera Azzali ha donato all’archivio storico la documentazione dell’attività politico-sociale di Gastone Dordoni. Si tratta di uno spaccato di grande rilievo sulla sinistra cremonese (e non soltanto) negli anni ’60-70.
La raccolta (24 faldoni di manoscritti, dattiloscritti, volantini, opuscoli ciclostilati, giornali, ecc.) sarà a breve consultabile.