Home Bacheca Carte intestate nel Fondo Frazzi

Carte intestate nel Fondo Frazzi

Carte intestate tra Ottocento e Novecento: fonti per la storia d’impresa e per la storia del gusto visivo

di Giovanna Ginex

Il fascino esercitato dal periodo storico che va dall’ultimo scorcio del secolo scorso alla prima guerra mondiale è legato in gran parte all’immenso patrimonio visivo che resta a testimonianza di quei decenni. Un mondo figurativo variegato e spesso di raffinata eleganza formale, dalle caratteristiche inedite, legate all’affacciarsi e poi al trionfare delle immagini della serialità, figlie delle nuove tecniche di riproduzione seriale di disegni, grafismi, opere d’arte, la cui fruizione è ora non più esclusivo appannaggio di un pubblico elitario. Grazie alle nuove tecniche della stampa manuale e meccanica, si apre infatti anche in Italia dagli ultimi decenni del secolo l’era delle immagini moltiplicabili all’infinito, presenti nella vita di tutti i giorni in proporzioni prima impensabili: accanto alla cultura scritta si definisce così una più vasta e capillare cultura per immagini alimentata dalla semplicità della riproduzione meccanica, dal basso costo del prodotto finale, dalle nuove necessità della civiltà industriale e del commercio.
Le carte da lettere figurate, di cui l’Archivio della Camera del Lavoro di Cremona possiede una cospicua raccolta di straordinaria compattezza storica e qualità grafica (Fondo Frazzi), rientrano a pieno titolo tra le testimonianze della cultura per immagini del nostro passato prossimo; fragili fogli di storia che il più delle volte condividono con i cosiddetti materiali visivi “minori” un’ingiusta dispersione nei più diversi archivi e collezioni.

Refrattari a ogni classificazione stilistica o cronologica, i “materiali minori” illustrati contendono all’Arte il primato nella formazione del gusto di un’epoca. Cartoline e manifesti, oggettistica promozionale e imballaggi, stampe litografiche e carte da lettere figurate, medaglie e almanacchi, periodici per famiglie e carte decorate, e ancora un’infinita varietà di tipologie oggettuali, sono ora e sempre più spesso oggetto di specifica indagine, assumendo nella metodologia della ricerca il ruolo di fonte - non secondaria - della storia. Le carte da lettere appartengono dunque a tale variegato panorama e possono costituire un inedito e fertile terreno di studio.
La carta intestata racchiude anzitutto particolari indicazioni per la scrittura della nostra storia d’impresa - preziose informazioni su persone, luoghi, e date altrimenti di faticoso recupero attraverso fonti tradizionali, mentre lo studio della parte figurata - dalle allegorie più complesse ai più semplici grafismi decorativi - può fornire le basi per ricostruire l’origine della moderna comunicazione industriale, in un ideale percorso verso una “archeologia della pubblicità”.

 

Dunque, carte intestate come fonti per storie diverse ed anche prodotti figurativi a se stanti, icone industriali e commerciali da leggere all’interno della storia dell’arte, della figurazione e delle arti decorative del secolo scorso.
Gran parte delle carte intestate conservate nell’Archivio della Camera del Lavoro di Cremona sono figurate o comunque, attraverso la scrittura che si fa immagine, rivelano una precisa attenzione dell’ideatore verso la comunicazione anche visiva dell’identità e della qualità sia del prodotto, sia dell’azienda. L’analisi storica, stilistica e iconografica rivela inoltre quanto esse siano tributarie e partecipi delle generali tendenze artistiche del momento; una sorta di “termometro” dello stile e del linguaggio figurativo più in voga - o meglio più popolare - all’atto della loro creazione.
Domina lo stile Art Nouveau (o Liberty o floreale): diffusosi in tutta Europa e oltre a partire dai primi anni Novanta dell’Ottocento, è il primo linguaggio formale moderno capace di unificare sotto un unico segno grafico pressoché tutta la produzione figurativa, architettonica e di oggettistica per almeno un trentennio. Alla fortuna popolare dello stile floreale, vero trionfo dei cliché e degli stampi per la produzione in serie di ogni tipo di oggetto - dalla copertina di un libro alla colonna in cemento armato di un edificio - diede grande impulso la diffusione capillare dei suoi accattivanti stilemi grafici, ripetuti in infinite varianti anche su oggetti d’uso comune, come appunto le carte intestate. In Italia, la grafica minore, alla quale vanno ascritte le nostre carte intestate, recepì l’Art Nouveau più lentamente rispetto alle indicazioni e agli esempi diffusi dalla grafica d’arte, tanto che le prime carte da lettere in questo stile datano attorno al 1900. In Italia si continuò infatti a preferire, almeno per tutto l’ultimo decennio del Novecento, composizioni grafiche di tipo molto più tradizionale, i cui riferimenti diretti vanno cercati nell’araldica - l’uso di stemmi e di cartigli - e nel gusto aulico per i medaglieri (ora moderni trofei d’impresa), orgogliosamente esibiti come concreti simboli del successo e dell’apprezzamento ufficiale dell’azienda.
Solo alla soglia del nuovo secolo si moltiplicano i fogli in cui il nuovo stile è variamente coniugato nelle diverse accezioni francese, inglese, e mitteleuropea, stemperandosi in seguito in un’infinita serie di varianti spurie ove spesso solo i caratteri tipografici “a colpo di frusta” o l’esasperante presenza di generici motivi floreali - ireos e violette in testa - rimandano a quello stile genericamente “nouveau”  che aveva ormai permeato la vita quotidiana della borghesia.
Raramente, comunque, si rinuncia al collage stilistico: ecco allora la figurazione verista inserita in una cornice in cui trionfano nastri, steli e fiori sinuosamente avvolti a mo’ di cornice, o ancora il marchio di fabbrica o il medagliere di qualche anno precedenti, “svecchiati” con l’accostamento di motivi floreali.
Attorno alla metà del primo decennio del Novecento, il segno grafico dei fogli di più alta qualità formale - in sintonia anche in questo caso con altri prodotti di grafica minore come cataloghi, pubblicistica aziendale, pubblicità varia - assume le formule geometrizzanti di secca eleganza tendenzialmente astratta della scuola viennese, ostentando sia nelle scritte sia nella parte figurata il gusto per la stilizzazione.
I disegnatori meno aggiornati o comunque poco inclini a seguire il nuovo repertorio del Liberty, ripiegano invece negli stessi anni verso un recupero del repertorio classico e mitologico, sorretto anche dall’ondata spiritualista e simbolista, insistendo su generiche figure allegoriche ed eroiche facilmente adattabili a personificazioni più o meno attinenti al prodotto rappresentato. Da qui, l’uso disinvolto delle figurazioni allegoriche femminili sia nelle carte intestate aziendali, sia nei marchi di fabbrica, sia in genere nella grafica minore.

Gli strumenti di lavoro e la macchine - incudini, martelli, utensili da tornitore, fino a veri e propri macchinari completi descritti scrupolosamente - sono i protagonisti  di un altro gruppo di carte da lettere figurate, inserendosi come motivo decorativo primario in composizioni simboliche spesso complesse, giocate su elementi figurativi di diversa tradizione. Anche in questo caso non mancano le consuete scritte e a volte una cornice a motivi vegetali chiude e ingentilisce la testatina.
La celebrazione dell’industria, sinonimo di progresso, caratterizza infine una serie di carte intestate per le quali vale ancora la pena di sottolineare le analogie con altri prodotti grafici legati all’industria e agli scambi commerciali, quali i marchi di fabbrica, le fatture con testata illustrata e i cartoncini pubblicitari di vario  tipo; dalla seconda metà del secolo e con maggiore frequenza dall’ultimo decennio, in questi materiali troneggia infatti sempre più spesso l’illustrazione dello stabilimento accanto alle indicazioni commerciali d’uso.
È d’obbligo sottolineare l’importanza di queste testimonianze figurative per la nostra storia d’impresa, specie laddove da un’immagine sia possibile ricostruire specifiche fasi del ciclo del lavoro oltreché recuperare dettagliate descrizioni dei macchinari in funzione.
La veduta della fabbrica privilegia nella maggior parte di questi materiali la ripresa aerea: la visione in prospettiva a quadro inclinato dall’alto, più o meno realistica e sempre di tono celebrativo, permette comunque di individuare i diversi spazi ed edifici che componevano il luogo della produzione, non mancando di evidenziare le arterie stradali, le carrozze o più tardi la ferrovia che fungevano da collegamento con il territorio circostante. Si comunica in tal modo con l’immagine il senso dell’ordine anche intorno al fabbricato industriale, l’efficienza dei mezzi di comunicazione, il preteso perfetto inserimento nel paesaggio e in sintesi l’idealizzazione della fabbrica a monumento della produzione industriale.
Qualora il disegnatore si spinga all’interno, viene offerta un’immagine del lavoro industriale regolata e ben ordinata, un ambiente salubre e luminoso, il più delle volte idealizzato e lontano dalle reali condizioni in cui si svolgeva all’epoca il ciclo di produzione.

(Pubblicato su Mondo Padano, 31 maggio 1997)

© Ogni diritto riservato

Una scelta tra le carte da lettere figurate dal Fondo Frazzi

A

  • Acerbi Giuseppe, Cremona – 1908
  • Albergo del Pavone, Cremona – s.d.
  • Antonio Agnese Costruttore, Torino – 1908
  • Alfieri & Lacroix riproduzioni fotomeccaniche a nero & colori, Milano – 1907, 1908
  • Fortunato Arvedi e Fratelli, Cremona – 1888

B

  • C. G. Blanckertz, Düsseldorf – 1908
  • Heinrich Breuning Steinzeugröhren, Stuttgart – 1899, 1900
  • Società Anonima Buffonelli per la fabbricazione ed il commercio di materiali da costruzione, Conegliano – 1908
  • Busini Vittorio (macchine per la produzione di laterizi] Cremona – 1908, 1909

C

  • Lanificio Calamai Brunetto & Flli, Prato – 1904
  • Officina meccanica per costruzioni e Riparazioni Calpestri Ambrogio, Cremona – 1907
  • Macchine utensili per la lavorazione dei metalli e del legno Carbonini Santino, Milano – 1907
  • Cattelani Brothers and Company Refrattari, Milano – 1907
  • Cavalli e Poli segheria a vapore, Cremona – 1907
  • Achille Cester armatore marittimo e fluviale, Chioggia – 1904
  • Chiattone Officine Arti Grafiche, Milano – 1908
  • Ing. G. Conti & C. Nuova Fonderia Meccanica di Brescia – 1907
  • Costruzioni civili e stradali Impresa Conti Per. Geom Giuseppe, Reggio Emilia – 1907
  • Fabbrica di tegole e cantiere di lavori in cemento Gaspare Cremonesi, Pizzighettone – 1907

D

  • Saverio De Bellis & Flli Tessutura Meccanica e Tintoria a Vapore, Castellana – 1908
  • Gualtiero e Leonardo Fratelli De-Micheli concimi chimici, Cremona – 1908
  • Premiato Stabilimento Ceramico a Vapore Giov. Domeniconi & C., Vicenza – 1904

E

  • Carlo Erba Stabilimenti Chimico Farmaceutici, Milano – 1931

F

  • Società Ceramica Ferrari, Cremona – 1907
  • Stabilimento Fotografico Achille Ferrario, Milano – 1907
  • F.I.A.T. Fabbrica Italiana Automobili Torino – 1907
  • Filatura di Grignano Filatura di lana pettinata greggia e tinta, Grignasco – 1926
  • Premiato laboratorio di mobili casalinghi e di lusso Frassi Annibale, Cremona – 1907
  • Fornace di laterizi e calce Frazzi Andrea, Cremona – 1892
  • Stabilimento ceramico Eredi Frazzi fu Andrea, Cremona – 1904
  • Eredi Frazzi fu Andrea Stabilimento ceramico, Cremona – 1917
  • Eredi Frazzi fu Andrea Società Anonima per l’industria dei laterizi, Cremona – 1931

G

  • Cotonificio Gallo Bellia & Co (Manifattura Gallo), Cilavegna – 1908
  • Prima Fabbrica Meccanica a Forza Motrice per la produzione di indirizzi per spedizioni ed etichette per tessuti Prospero Gandus, Milano – 1907
  • Grossi Bartolomeo costruttore cucine economiche e caloriferi (…), Cremona – 1907
  • Ernesto Grossi carboni fossili inglesi, Piadena – 1908

H

  • Incisioni in legno, Zincotipie, Fotoincisioni (…) Carlo Helbig & Comp, Milano – 1908
  • Articoli Tecnici per l’Industria Walter Homberger & Co, Genova – 1908

I

  • Cartoleria legatoria tipografia Virgilio Illica, Cremona – 1907

K

  • Premiato Stabilimento lito-tipografico cromolitografico A. Kettliz, Milano – 1907
  • Arthur Koppel Ferrovie Portatili e Fisse, Roma – 1907

L

  • Eduard Laeis & Cie Macchine Industriali, Trier, Rappresentante Generale per l’Italia R. Fejèr de Bük, Milano – 1907
  • Società Italiana Langen & Wolf Fabbrica di Motori a Gas “Otto”, Milano – 1907
  • Premiato Stabilimento Bacologico I. Lepori & comp., Pizzighettone – 1907
  • Premiato Stabilimento Ceramico Longari Ponzone Nob. Ing. Mario, Casalmaggiore – 1907

M

  • Ottavio Madami materiali da costruzioni, Maglie – 1931
  • Manfredi Giacomo già bergonzi & Manna Premiata fabbrica Torcie a vento, Cremona – 1907
  • Società Anonima Salumificio Fratelli Marasca, Casalbuttano – 1931
  • Masini felice fabbricatore di carri e carretti, Cremona – 1907
  • Manifattura Italiana Cinghie Massoni & Moroni, Milano – 1907
  • Antonio Messa appaltatore costruttore specialista, Milano – 1908
  • Fabbrica di Carte e Tele Cianografiche ed Eliografiche A. Messerli, Milano – 1907
  • Stabilimento Artistico Industriale G. Modiano & C., Milano – 1914
  • Costruzioni e lavori in legno F.lli Monfalconieri fu Mauro, Milano – 1907
  • Società Anonima Monti E Martini Fabbriche Riunite Materiale Dielettrico, Milano – 1931
  • Officina meccanica Fratelli Morenghi, Cremona – 1903

N

  • Soc. An. Vittorio Necchi, già Fond. Ambrogio Necchi, Pavia – 1931
  • Max Niggl Bauartikel, München – 1907

O

  • Orenstein & Koppel Ferrovie Portatili e Fisse Ing. Racah & Kessler Rappresentanti per l’Italia, Firenze – 1904

P

  • Ditta Carlo Pagani Prima fabbrica Italiana di lame per seghe (…), Milano – 1908
  • Fratelli Pagani Tintoria, Como – 1908
  • F.lli Palazzani Costruttori in legno e ferro, Stocchetta – Brescia – 1907
  • Giovanni Pazzi Impresa Costruzioni Commercio Legnami e Laterizi (…), Pavia – 1908
  • Pietro Penna Istruttore e Capo del Corpo Municipale dei Pompieri di Cremona – 1907
  • Specializzata Officine vulcanizzazione Fratelli Piacenza, Cremona – 1931
  • Stabilimento Meccanico con Fonderia Luigi Pomini, Castellanza – 1908
  • Fabbrica di Birra A. Poretti & C., Varese – 1904
  • Giuseppe Pozzi Officina per la fabbricazione di bulloni, viti, dadi (…), Milano – 1907

R

  • Premiato Stabilimento Ceramico a Vapore Ing. Giovanni Repellini, Castelvetro Piacentino – 1902
  • Officine G. Ricordi E C., Milano – 1908
  • Fabbrica Maglierie Lana e Cotone (…) Riva Vercellotti G.ppe & Figli, Novara – 1908

T

  • Taino Angelo Fornitore di Ghiaia e ghiaietta, Cremona – 1912
  • Osvaldo Tarsetti Impianti elettrici motori per ogni uso, Cremona – 1912
  • Ing. Tedeschi & C Stabilimento Ceramico, Parma – 1938
  • Tenger & Zollinger Specialità articoli per il trasporto di forze (…), Milano – 1912
  • Ditta Brunetto Tini Stabilimento per laterizi lavorazione meccanica, Macchie (Perugia) – 1935
  • Tipografia della Provincia già Ronzi e Signori, Cremona – 1904
  • L’Idrofila Tosi, Caminada & C., Castronno (Como) – 1904
  • Franco Tosi Riparto Impianti a gas, Legnano – 1903
  • Traini Geremica Magazzeno Calce e cementi, Lonato – 1913

U

  • Unione Zincografi Premiato Stabilimento Artistico per l’esecuzione di clichès (…), Milano – 1908

V

  • Vacuum Oil Company, Genova – 1907
  • Prof. A. Verzelloni Studio Artistico Disegni e Schizzi per Cromolitografie, Milano – 1908
  • Premiato e provolegiato Stabilimento Cementi e Calce Idraulica Carlo Villa, Lecco – 1904

W

  • Fabbrica di Coreggie per trasmissioni “Balata-Dick” Wanner & Co, Milano – 1907
  • Wanner & Co, Articoli tecnici per tutte le industrie – 1908

Z

  • Firma Zuurdeeg, Afdeeling IJS- en Koelmachines, Rotterdam – 1908