Indice

Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Amilcare Robbiani (1870-1945)

I Robbiani, con attività in Soresinese, ma provenienti da Rovello Porro in Brianza, vennero anche a Casalbuttano a gestire una delle loro tante attività filandiere, quella dei Podestà (80 dipendenti nel 1894) all’epoca in cui Ferdinando viene improvvisamente a mancare.

L’ing. Amilcare (1870-1945)figlio di Giuseppe - al quale è intestata la società - ha a che fare, tra l’altro, col settore delle aste dorate, essendo consigliere e azionista della Cavalli & Poli di Cremona.  

A Casalbuttano diventa amico e socio di Gino Usuelli e gli trasmette l’entusiasmo che gli è tipico, l’impulso innovatore nel cercare nuove strade e nuovi orizzonti precorrendo i tempi con un ottica avanzata.

Fonda il 19 marzo 1907 (atto del notaio Grasselli in Cremona), con Cesare Prandoni e il cognato avv. Gaetano Chiodelli, il Credito Cremonese (dopo alcune settimane muterà la denominazione in Credito Commerciale) ed essendone presidente, dopo due mesi apre la filiale di Casalbuttano andando in affitto in contrada Ripa Fredda, nel palazzotto degli Strazza conosciuto come el Filandòon (nel 1910 la Banca si trasferirà in piazza Umberto I,dove ha sede attualmente, acquistando dalla famiglia Jacini l’intero palazzo che vide opera degli arch. Luigi Voghera e Lodigiani Zappa, insediandosi nei locali dell’ex Albergo Centrale gestito a quei tempi dalla famiglia Ponchielli).

La nuova realtà è frutto dell’assorbimento di due banche preesistenti, di cui sia Robbiani che Usuelli erano soci accomandatari, e cioè la Banca Commerciale Cremonese fondata nel 1906 e della Banca del Piccolo Credito (che a Casalbuttano aveva sede in via Jacini, attuale agenzia dell’INA Assicurazioni. Direttori ne furono i rag. Attilio Torresani, poi Pino Fioni).

Fondata pure la Latteria Soresinese nel febbraio 1900 (ne diverrà presidente nel 1910, alla morte dell’ing. Landriani), nel 1907, con l’amico Usuelli, rileva il caseificio dello svizzero Mattia Von Rotz e dà vita alla Latteria di Casalbuttano.

Stralciamo da un articolo sul Robbiani pubblicato da Angela Bellardi-Cotella: "di temperamento aspro e difficile, intransigente e intollerante di controlli sull’opera propria mantenutosi fedele politicamente a quel gruppo democratico-liberale che imperò a Cremona e che ora è ridotto a pochi gregari... Da un appunto prefettizio del 1928 si desume che l’ing. Robbiani mal si amalgamò col regime fascista in via di consolidamento. Lo dimostra l’odio che si attirò da parte di alcune persone coinvolte col Fascio e il conseguente abbandono da parte sua della Latteria Soresinese e di altre istituzioni.”

Per quanto riguarda la Cavalli & Poli v’è da aggiungere che fu anche mediante il suo apporto se l’azienda raggiunse un posto di prestigio indiscusso nel campo della lavorazione del legno.

Alla sua morte, avvenuta nel 1945, gli succedette nel Consiglio di Amministrazione il fratello Igino, che pur essendo stato indirizzato dalla famiglia ad altri studi, fu eccellente musicista (sua l’opera lirica “La Roma dei Cesari”).

Igino era di tutt’altra stoffa del fratello, ma non è da imputarsi a lui il declino della ditta. Per altre ragioni sembravano giunti i tempi, per essa, del triste declino.