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Valutato
come grande personaggio del suo tempo e che a lungo ha lasciato un
segno, là dove ha vissuto e operato, di Ambrogio (Gino) Usuelli (1876-1933)
è proprio il
caso di poter affermare:
"sconosciuto
al suo prossimo mentre il meglio di lui rimane ignorato a chi lo
avvicina, ma sul conto del quale molto più si può apprendere dai fatti
e dalle azioni. Tipico da parte di persone che sanno comunicare
soprattutto con idee e progetti.” Nato a Gorgonzola, rimasto orfano del padre farmacista, si trasferisce con la madre Marianna Delmati e la sorella Giuseppina (n. 1874, morta nubile a Milano) a Casalbuttano, il paese in cui già da tempo abitava la zia materna Maria Luisa Delmati coniugata Strazza, famiglia di agricoltori e imprenditori divenuti in breve tempo una delle potenze economiche della borgata. Avviato giovanissimo alle cose dell’industria e del commercio dall’esperto e abile Ferdinando Podestà, a diciotto anni si ritrova orfano pure del patrigno con all’improvviso sulle spalle l’eredità delle sue diverse e numerose imprese, delle quali, assieme alla madre, prenderà la guida. Nel 1899 sposa la ventiquattrenne Maria Teresa Lora (nota 1) originaria di Lodi. Con
lui, in via Podestà 2, vanno a vivere la cognata Lora Annetta ved.
Spinelli (1873), la zia Lora Giuseppina (1878), la domestica Sudati
Teresa, la nipote Maria Spinelli (1898). Nascono due figli: Gaetano
Ferdinando (n. 1901)(nota
2) e Maria Dorina (n. 1903) (nota
3). L’impegno di Gino Usuelli nel
sociale,
come si
direbbe oggi, lo si desume da alcuni documenti riguardanti le attività
Casalbuttanesi del tempo e dalle testimonianze raccolte a suo tempo (vedi
più
avanti) presso alcuni anziani protagonisti. Come si potrà ricavare dalle successive note illustrative riferite al ruolo che Gino Usuelli ha avuto per anni nel contesto casalbuttanese - pur essendo diventato in seguito direttore generale della Cavalli & Poli e, di conseguenza, con la dimora portata in città - si può affermare senza alcun dubbio che egli ha segnato indelebili pagine di storia casalbuttanese e va annoverato tra i pochi, grandi personaggi che hanno costruito, a Casalbuttano, storia e progresso civile. A
Casalbuttano Ambrogio Usuelli ha occasione di conoscere, diventandone
fraterno amico, il soresinese ing. Amilcare Robbiani quando la famiglia
di questi - alla morte di Ferninando Podestà - rileva le filande
Podestà ed ex Strazza. Robbiani
lo contagerà con la carica e l’entusiasmo che consentirono al
soresinese di compiere tanti grandi cose. Forte
del sostegno della madre e dei mezzi consentitigli dalla posizione nella
società delle Aste Dorate, Usuelli non esita a lanciarsi in importanti
iniziative di tipo imprenditoriale, ma con forte rilevanza nel campo
sociale. Col Robbiani, rilevato il piccolo caseificio di von Rotz fonderanno la Latteria di Casalbuttano (vedi scheda) e, lo stesso anno, apriranno la filiale del Credito Commerciale nato da appena due mesi (nota 4). È
socio benemerito e perpetuo (ne fu anche presidente) come si legge dai
relativi annuari, della Società di Mutuo Soccorso di Casalbuttano, è elencato tra i benefattori dell’Ospedale
della Carità unitamente alla sorella Giuseppina, consigliere
dell’Asilo d’Infanzia e membro del Consiglio Scolastico. Entra a far
parte per due legislature - prima del 1919 - del Consiglio Municipale
(sarà consigliere di minoranza con quelle Amministrazioni Socialiste). Nel 1911(nota 5) figura come consigliere della Camera di Commercio di Cremona. Oltre
ad essere promotore e sostenitore fin che rimase in vita di numerose
significative iniziative locali - la nascita di una fanfara ciclistica
nel 1902, di un gruppo ciclistico, l’Audax, della sezione del Touring
Club e della Società Sport Casalbuttano, dell‘Associazione
Combattenti. Fu uno strenuo sostenitore della valorizzazione
del patrimonio storico di Casalbuttano, convinto assertore - sono parole
sue - che un paese deve avere, se non amore, almeno rispetto della
propria storia, coscienza e orgoglio della propria identità. Altrimenti
non si potrà mai considerare nazione. È per questo che preme sull’amministrazione socialista del tempo affinché venga acquistato il nuovo, artistico Palazzo Turina, il famoso parco con tutti gli annessi, ossia le scuderie, le serre, la Torre della Norma. Fortunato, l’ultimo della potente dinastia in via di estinzione, sta vendendo i residui del patrimonio rimasto a Casalbuttano. (Egli si è trasferito nella sua proprietà di Croara sul piacentino, per dispetto verso l’amministrazione socialista). |
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È
un passo che il Comune non si arrischia a compiere. La cifra è comunque
consistente (75.000 lire, corrispondenti a circa 400 milioni oggi) così
che il Turina trova un compratore in Carlo Michel (nota
6). |
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Divenuto dunque direttore generale della società, Gino Usuelli chiama a dirigere la succursale di Casalbuttano il cognato Albino Cerri. Gino
Usuelli va ad abitare con la famiglia nel palazzo dell’Immobiliare, in
Corso Campi, di fronte all’ex UPIM, ma rimane sempre legato a
Casalbuttano e alle iniziative da lui patrocinate. Rimasto
presidente della Latteria sino al 1931, farà in modo che molti dei
dipendenti delle Aste Dorate, al momento della chiusura dello
stabilimento, vengano assunti nel caseificio. Altri li sistemerà alla
sede di Cremona (nota 7). V’è
da sottolineare che Gino Usuelli dedicò poco tempo alla politica, al
contrario di alcuni suoi collaboratori e amici, e forse per questo non
giunse a quella notorietà che altri cremonesi suoi contemporanei
conseguirono. Preferì distribuire equamente le sue forze tra
l’impresa produttiva e le iniziative benefiche, sociali e culturali
locali. Non risulta abbia lasciato particolari scritti o memorie. Anche perché venne a mancare prematuramente e in modo imprevisto. Di sicuro ha lasciato nella memoria storica di tutti il segno delle sue opere. |