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Giuseppe Maffei |
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Giuseppe Maffei
(nota 1), nato a Pinzolo nel 1892, morto a Cremona nel 1970, è
stato un vero protagonista col la V maiuscola nella vita di Cremona
quanto era schivo a parlare e a far parlare di sè e dei suoi successi
imprenditoriali. Sposato a Luigia Valentini, un solo figlio – Giacomo –
morto prematuramente (1914-1935). Tutti sepolti a Casalmaggiore. La famiglia Maffei arriva a Casalmaggiore nel 1905 ad
avviarvi un commercio di casalinghi che si espande ben presto con un
magazzino a Parma e uno a Cremona in piazza Cavour, a fianco del
cappellaio Stanga. Nel 1920 acquista Il
Placcato, che a Casalmaggiore occupa un ruolo di primissimo piano
nel settore della fabbricazione dei bijoux placcati oro, con
esportazione in tutto il mondo, e raggiunge una punta occupazionale di
150 operai. Nel 1926 Il Placcato si fonde con altre società più anziane: la
Giulio Galluzzi (fond. 1882) e la Società
Federale Orefici (fond. 1906). La nuova ditta Soc. Anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro, Federale, Galluzzi e Maffei viene a raggiungere, sul finire degli anni ‘30, quattrocento unità.L’esperienza di Casalmaggiore è destinata a terminare, a causa delle vicende politiche dell’epoca. Finita la II guerra mondiale, Maffei viene denunciato da un suo ex dipendente di collaborazionismo col regime fascista, viene arrestato e trattenuto alla caserma Manfredini di Cremona, poi rilasciato. Lascia Casalmaggiore con l’amarezza di aver fatto tanto e di aver ricevuto in ricompensa quanto sopra. |
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Nei primi anni del dopoguerra, saputo delle sue capacità
manageriali, nonchè delle conoscenze tecniche nel campo del placcato,
viene invitato dal rag. Umberto Salanti della Banca
Manusardi di Milano (sarà colui che procurerà i mezzi alla Cavalli
& Poli per risollevarsi dal disastro bellico e avviarsi alla
ripresa) ad assumere la direzione di questa ditta con a fianco Ulderico
Zani. Ricostruiti i fabbricati bombardati, Maffei riesce a riprendere il vasto mercato inglese perso da più di dieci anni, ripristina la filiale londinese, crea una vastissima rete di rappresentanti in tutto il mondo. La comunità preme perché venga data occupazione ai numerosissimi senzalavoro che verranno assunti in ditta - non avendo qualifiche né specializzazioni - in veste di “fittizi” con facoltà di licenziamento in qualsiasi momento. Superati i primi momenti, per fronteggiare l’aspra
concorrenza nel campo delle cornici, Maffei si affida a nuove tecnologie
che porteranno quale immediata conseguenza alla contrazione di mano
d’opera: da qui gli inevitabili scontri col sindacato e le lotte
all’interno dell’azienda. Per poter spostare parte del personale in esubero nei reparti delle cornici, nel 1957 promuove attività alternative. Ed ecco che nasce, sempre sull’area di via San Bernardo (oggi è il numero civico 23) la UTI-LE (Utilizzazione Legnami spa), fabbrica per la produzione di pasta per la carta, per il riutilizzo degli scarti in legno della lavorazione e conseguente produzione di compensati e pannelli di truciolato, dotata di macchinari di provenienza USA e con una tecnologia innovativa. Purtroppo lo stabilimento, troppo prossimo al borgo abitato, riversa sulla popolazione i disagi della rumorosa e inquinante lavorazione dei residuati legnosi. La venuta meno di Maffei, Salanti e Zani ha sicuramente il
suo peso nel declino dell’azienda, ma di questo si parlerà in altra
parte. Va aggiunto che Maffei è stato presidente della Associazione
Industriali dal 1948 al 1957; consigliere delegato della Cavalli &
Poli sino alla sua morte; presidente della Camera di Commercio cremonese
dal 1957 al 1970. Ha fatto parte della giunta esecutiva della Banca
Provinciale Lombarda, il che gli ha consentito di allacciare rapporti
con importanti personalità del mondo imprenditoriale milanese. Maffei fu per anni Presidente della Camera di Commercio, Industria e Agricoltura. |
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| Note | ||
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Per più approfondite notizie vedi “Giuseppe Maffei, per mezzo secolo protagonista della vita economica cremonese” di Francesca Ferrari, in Cremona, n. 3 del 1995. |
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