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Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Capitolo 1

Ulderico Zani

Nato a Seniga il 5 marzo 1886, da Giuseppe e Carolina Braga, terz’ultimo di dieci fratelli. Frequentò la scuola elementare a Pralboino facendosi a piedi i 5 km che lo separano dal suo paese. Poi frequenta a Brescia i tre anni delle “Tecniche”

Nel 1900 trova lavoro a Casalbuttano presso la ditta Podestà che commercia in legnami d’opera e in aste per cornici. Vi fa la sua esperienza sia nel settore tecnico (a fianco dei due maestri corniciai Giuseppe Perri e Ambrogio Scrivani) che in quello commerciale e legale, nel quale Ferdinando Podestà è particolarmente versato. Troppo legato al suo paese, non prese mai residenza a Casalbuttano, preferendo fare il più delle volte il pendolare.  

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Sposatosi il 4 dicembre 1909 con la signorina Bice Serra, figlia di Giuseppe, segretario comunale, si trasferiscono a Cremona - dove già Ulderico lavorava alle dipendenze della Cavalli & Poli assieme a Usuelli - prendendo domicilio prima in via Beltrami, dove già risiedeva una zia, e poi in via Stazione. Scoppiata la guerra, Ulderico Zani è richiamato e trascorre il periodo bellico a Piacenza, dove temporaneamente si trasferiscono anche la moglie e la figlioletta Isa, nata nel 1911.  

Nel 1922 si spostano nel fabbricato appena acquistato in via Castello (oggi è il n. 8 di via Garibotti (tuttora occupato da Lucia Zani e dal nipote avv. Stefano de Stefano che vi ha lo studio). Zani ha due figlie: Isa (1911), casalinga, maritata al rag. Luigi de Stefano e Lucia (1928, già professore di filosofia, consigliere comunale del Comune di Cremona, esponente del PPI locale e tuttora impegnata in attività socio-assistenziali).

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Muore improvvisamente il 30 settembre 1972 per una emorragia cerebrale alle ore 13.  

Il giornale La Provincia gli dedica un ampio articolo che mette in risalto le caratteristiche dell’uomo - apprezzamenti che già altri hanno fatto - ed elenca e cariche da lui rivestite nel contesto cittadino: in Giunta Camera di Commercio; consigliere della Cassa Risparmio delle Province Lombarde, della Banca Popolare e dell’Istituto Ala Ponzone Cimino; vicepresidente della Cavalli & Poli. Nello stesso tempo evidenzia la triste coincidenza della morte, a poche ore di distanza (alla una  del 1° ottobre) del genero rag. Luigi Destefano, figura nota e amata in città, il quale: 

“… nato a Secondigliano di Napoli il 1902, diplomatosi ad Alessandria, ragioniere per qualche tempo al Credito Commerciale e poi con incarichi amministrativi alla Cavalli & Poli, è stato presidente della Associazione Dirigenti di Industria della provincia, vice presidente e consigliere del collegio dei ragionieri e dei periti commerciali. Uomo profondamente interessato alla cultura, fu tra i fondatori della Famiglia Artistica Cremonese e, dopo la guerra, sempre alla stessa rinata col nome di ADAFA, sempre rimastovi come segretario e animatore....”

La figura e il curriculum del comm. Ulderico Zani viene tratteggiata da più  parti e in diverse occasioni. Stralcio alcune note dalla relazione del 25 luglio 1957 dell’ allora presidente della Cavalli & Poli, dr. Francesco Superti, pure presidente della Associazione Industriali di Cremona:

Ulderico Zani appartiene alla S. p. a. Cavalli & Poli sin dalla data di fondazione della società (4.7.1907) alla quale giunse  proveniente dalle Aste Dorate di Casalbuttano.

Uomo dall’intelletto aperto e vivace, dalla personalità tenace, volitiva e realizzatrice, se pur modesta e schiva di ogni riconoscimento e di ogni onore, si distingue particolarmente per assoluta dedizione al lavoro, buona competenza amministrativa e tecnica, acquisita attraverso tenace, appassionata applicazione di autodidatta. Per l’impulso da lui dato la qualità dei prodotti della Cavalli & Poli - nell’ambito delle cornici - raggiunge vertici di perfezione.

Nel 1926, in riconoscimento delle mansioni da lui svolte, al comm. Zani viene riconosciuta la qualifica di dirigente vice-direttore. Nel 1933, venuto a mancare Gino Usuelli, gli viene affidata la direzione generale della Società.

Con comprensione sempre profondamente umana ma con mano ferma, egli guida l’azienda  vincendo sapientemente ostacoli e avversità notevoli quali la crisi delle esportazioni seguita alle sanzioni economiche del 1936 e le dolorose vicende belliche alle quali lo stabilimento, sconvolto e semidistrutto, riesce a sopravvivere solo per la tenace volontà di chi lo guida e dei suoi collaboratori. Gli viene affidata altresì la carica di Consigliere Delegato sino al 1949, anno in cui, dopo cinquant’ anni di servizio, chiede sia risolto il rapporto di impiego.

Perché egli possa validamente rimanere nell’azienda, i soci lo riconfermano consigliere e gli affidano la procura sociale.

Accanto all’attività di lavoro va ricordata quella da lui svolta nel campo sindacale.Tenace assertore della necessità dell’organizzazione sindacale e dell’opera mediatrice ch’essa può e deve svolgere nel mondo del lavoro, è nominato, poco dopo la costituzione, presidente del primo sindacato dei dirigenti di azienda e per lunghi anni svolge opera apprezzata tanto dai colleghi quanto dai datori  di lavoro, per l'obiettività, la serenità di giudizio e il tatto dei quali sa dare prova in ogni occasione, nella trattazione di una vertenza come nella collaborazione alla stesura di un contratto di lavoro.

Gli si riconobbe unanimemente capacità di intervenire non come rigido assertore delle ragioni di una parte, ma come intermediario obiettivo e sereno: il che gli permise di portare in porto la soluzione di situazioni che troveranno soddisfazione tanto nei datori di lavoro che nei dirigenti.

Nell’ottobre del 1943, nel periodo quindi più delicato, sotto l’aspetto politico, dell’ultimo trentennio, viene designato a ricoprire la carica di presidente della Associazione Industriali di Cremona. Anche in tale occasione Ulderico Zani, rimasto sempre lontano dall’opportunismo e dal carrierismo politico, dà prova di tal sereno equilibrio che, crollata la Repubblica Sociale egli - caso forse unico - viene rieletto all’importante carica e la tiene con cosciente dignità sino al 1948...”