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Il
giornale La Provincia gli dedica un ampio articolo che mette in
risalto le caratteristiche dell’uomo - apprezzamenti che già altri
hanno fatto - ed elenca e
cariche da lui rivestite nel contesto cittadino: in Giunta Camera di
Commercio; consigliere della Cassa Risparmio delle Province Lombarde,
della Banca Popolare e dell’Istituto Ala Ponzone Cimino;
vicepresidente della Cavalli & Poli. Nello stesso tempo evidenzia la
triste coincidenza della morte, a poche ore di distanza (alla una
del 1° ottobre) del genero rag. Luigi Destefano, figura nota e
amata in città, il quale:
“…
nato
a Secondigliano di Napoli il 1902, diplomatosi ad Alessandria,
ragioniere per qualche tempo al Credito Commerciale e poi con incarichi
amministrativi alla Cavalli & Poli, è stato presidente della
Associazione Dirigenti di Industria della provincia, vice presidente e
consigliere del collegio dei ragionieri e dei periti commerciali. Uomo
profondamente interessato alla cultura, fu tra i fondatori della Famiglia Artistica Cremonese e, dopo la guerra, sempre alla
stessa rinata col nome di ADAFA, sempre rimastovi
come segretario e
animatore....”
La
figura e il curriculum del
comm. Ulderico Zani viene tratteggiata da più
parti e in diverse occasioni. Stralcio alcune note dalla relazione del
25 luglio 1957 dell’
allora presidente della
Cavalli & Poli, dr. Francesco Superti, pure presidente della
Associazione Industriali di Cremona:
Ulderico
Zani appartiene alla S. p.
a.
Cavalli & Poli sin dalla data
di fondazione della società (4.7.1907) alla quale giunse
proveniente dalle Aste Dorate di
Casalbuttano.
Uomo
dall’intelletto aperto e vivace, dalla personalità tenace, volitiva e
realizzatrice, se pur modesta e
schiva di ogni riconoscimento e
di ogni onore, si distingue particolarmente per assoluta dedizione al
lavoro, buona competenza amministrativa e tecnica, acquisita attraverso
tenace, appassionata applicazione
di autodidatta. Per l’impulso da lui dato
la qualità dei prodotti della Cavalli & Poli - nell’ambito
delle cornici
- raggiunge vertici di
perfezione.
Nel
1926, in riconoscimento delle mansioni da lui svolte, al comm. Zani
viene riconosciuta la qualifica di dirigente vice-direttore.
Nel 1933, venuto a mancare
Gino Usuelli, gli viene affidata la direzione generale della Società.
Con
comprensione sempre profondamente
umana ma con mano ferma, egli guida l’azienda
vincendo sapientemente ostacoli e avversità notevoli quali la
crisi delle esportazioni seguita alle
sanzioni economiche del 1936 e le
dolorose vicende belliche alle quali lo stabilimento, sconvolto e
semidistrutto, riesce a
sopravvivere solo per la tenace volontà di chi lo guida e dei suoi
collaboratori. Gli viene affidata altresì la carica di Consigliere
Delegato sino al 1949, anno in cui, dopo cinquant’ anni di servizio,
chiede sia risolto il rapporto di impiego.
Perché
egli possa validamente rimanere nell’azienda, i soci lo riconfermano consigliere e gli affidano la procura sociale.
Accanto
all’attività di lavoro va ricordata quella da lui
svolta nel campo sindacale.Tenace
assertore della necessità dell’organizzazione sindacale
e dell’opera mediatrice
ch’essa può e deve svolgere
nel mondo del lavoro, è nominato, poco dopo la costituzione, presidente
del primo sindacato dei dirigenti
di azienda e per lunghi anni svolge opera
apprezzata tanto dai colleghi quanto
dai datori di lavoro, per l'obiettività,
la serenità di giudizio e il tatto dei
quali sa dare prova in ogni
occasione, nella trattazione
di una vertenza come nella
collaborazione alla stesura di un
contratto di lavoro.
Gli
si riconobbe unanimemente
capacità di intervenire non come
rigido assertore delle ragioni di una parte, ma come intermediario
obiettivo e sereno: il che gli permise di portare in porto
la soluzione di situazioni
che troveranno soddisfazione tanto nei datori di lavoro che nei
dirigenti.
Nell’ottobre
del 1943, nel periodo quindi più delicato,
sotto l’aspetto politico,
dell’ultimo trentennio,
viene designato a ricoprire
la carica di presidente della Associazione Industriali di
Cremona. Anche in tale occasione Ulderico Zani, rimasto sempre lontano
dall’opportunismo
e dal carrierismo politico, dà prova di tal sereno equilibrio che,
crollata la Repubblica Sociale egli -
caso forse unico
-
viene
rieletto all’importante
carica e la tiene con cosciente
dignità sino al 1948...”
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