|
|
La prima iniziativa industriale a
Casalbuttano, diversa da
quella della lavorazione serica, (nota
36) si ha quasi simultaneamente da
parte delle due ditte Ferdinando Podestà (segheria e commercio di
legnami d’opera) e Perri
–
Colombo - Scrivani (vedi scheda) per la lavorazione industriale delle cornici. |
|
L’insediamento avviene nell’ex Palazzo Schinchinelli nel
quale i Turina avevano impiantato una lavorazione complementare a quella
della grande filanda situata in contrada Maggiore: al cosiddetto Filatòi vi si lavoravano i bozzoli di scarto, gli scarti e i
sottoprodotti della seta in genere. L’opificio verrà a sua volta
rilevato dagli Strazza (vedi
scheda),
famiglia di imprenditori lariani che impiantarono nello stesso tempo una
filanda tra la via Roma e contrada Ripa Fredda. Mentre la segheria ha sede nella via per San Vito (nota 37), la produzione di cornici avviene sia in via per San Pietro (già via per Mirabello, oggi via 24 maggio) nell’ex mulino Pallavicino (poi mulino Bodini) sia in via delle Brugnide, nell’ex filatoio degli Strazza. Le Aste Dorate - si sa che tutte le aste di legno che servono
per fabbricare le cornici si chiamano comunque “aste dorate” anche
se dorate sempre non sono - hanno avuto sicuramente tanta parte
nell’economia di Casalbuttano. La lavorazione industriale delle stesse venne portata in Italia da tre tedeschi: Ermanno Brosshard a Firenze, Otto Brandes a Napoli, e Paolo Mehnert a Milano. È qui che andò a lavorare un Giuseppe Perri di Casalbuttano il quale, fatta una certa pratica della lavorazione e messosi in un primo tempo con altri due compagni di lavoro (il Colombo e lo Scrivani) trasferì la ditta in quel di Casalbuttano. Durarono poco e ben presto furono a corto di mezzi. Si rivolsero allora al loro vicino Ferdinando Podestà (vedi scheda), il quale forniva già loro la materia prima, così che la loro ditta venne da questi assorbita diventando la Ferdinando Podestà & C. |
|