Indice

Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Capitolo 1

Capitolo 2 Capitolo 3 Capitolo 4

La conflittualità tra maestranze e padronato

 

Dalle prime tensioni alla occupazione della fabbrica

Capitolo 5

Notizie dei primi scioperi a Casalbuttano (nota 30) sono relative al giugno 1882, dimostrazioni che furono provocate, oltre che dalle normali cause d’indigenza, da una annata particolarmente disastrosa (scarso raccolto di grano e di bozzoli per la diffusa malattia della pebrina). 

A fianco delle filatrici e dei contadini scesero in campo anche i segantini.

Furono mandati dalla città battaglioni di fanteria e uno squadrone di cavalleria per contenere quei moti di ribellione che inducevano la stampa moderata ad invocare una energica reazione. L’anno dopo scesero in sciopero le filatrici (a poco o nulla si approdò, nemmeno con la presenza e l’intermediazione di Leonida Bissolati).

Non indenni da tensioni furono le associazioni operanti sul territorio: il circolo socialista (fondato nel 1896), La Società Operaia di Mutuo Soccorso (nota 31) La Società Cattolica di Mutuo Soccorso (nota 32).

Del 1901 è la fondazione a Casalbuttano di una Camera del Lavoro (segretaria Argentina Altobelli) succursale a quella di Cremona. Alla festa di inaugurazione figurano presenti (nota 33) la Lega delle Filatrici, il Fascio degli artigiani e la Lega di Resistenza dei Lavoratori Aste Dorate.

Non figurano ovviamente presenti il Fascio Democratico Cristiano e la Lega Cattolica delle Filatrici.

I movimenti di rivendicazioni salariali dei lavoratori si assopiscono a fronte delle contese elettorali tra i radical-socialisti e i cattolici moderati (che videro l’affermazione di Ferdinando Turina e Luigi Dovara, per questi ultimi. Altri nomi che ricorrono: Cappi, Miglioli, Sommi Picenardi). Sopravviene poi la costituzione del comitato di mobilitazione civile del 1915, espressione dei gruppi interventisti e il conseguente aggravamento dei problemi economici e sociali collegati alla guerra stessa.