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Col 1968 entrano in vigore le nuove qualifiche degli operai del settore cornici ed è interessante, al nostro scopo, riportarle dettagliatamente per conoscere quali erano le diverse mansioni nel processo che andava dal tronco alla cornice finita (nota 25). |
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Il periodo che va sino al 1975 (anno particolare con lunghi
scioperi e l’occupazione della fabbrica (nota
26) è caratterizzato dal frequente ricorso alla cassa integrazione e dal graduale
sfoltimento della mano d’opera. Viene eliminato il reparto compensato (vi fu per un certo
tempo pure a Roma un magazzino del multistrato,
cui era preposto il signor Avanzini, proveniente da Breno) che aveva continuato
a lavorare senza dare utili, anzi in perdita. Già nel 1974, con l’emissione di nuove normative in tema di sicurezza sul lavoro e di igiene degli ambienti di lavoro, la ditta si era trovata di fronte al grave problema di ammodernare macchine e ambienti di lavoro (nota 27). Ma il mercato continuava ad assorbire sempre meno un
manufatto di élite come la cornice prodotta dalla Cavalli & Poli, mentre
essa doveva mantenere parzialmente le caratteristiche di lavoro artigianale con
conseguenti costi più alti di mano d’opera. Nonostante nel settore legno le
paghe fossero più basse che altrove, la lavorazione della cornice era
subordinata pure alla esistenza di ottimali condizioni ambientali: se non v’
era, ad esempio, il giusto grado di umidità, non si poteva effettuare il
delicatissimo procedimento di doratura. |
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