Indice

Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Capitolo 1

Capitolo 3 Capitolo 4 Capitolo 5

 Dalla “quota 90” al disastro bellico

Capitolo 2

Si è già accennato in altra pagina alla grave crisi provocata in tutto il mondo dalla famigerata “Quota 90” e che colpì pure la Cavalli & Poli.  

La dirigenza, in tale congiuntura, è preoccupata di mantenere in attività lo stabilimento e di conservare il lavoro ai numerosi dipendenti (molti dei quali provenienti dal cessato stabilimento di Casalbuttano).  

Rientrano pure i venditori all’estero che erano impegnati sui mercati dell’Impero Britannico.  

Nell’anno 1936 si sperimenta la produzione di manufatti dei quali solo una relativa percentuale potrà essere assorbita dal mercato interno. Si trasformano metodi di lavorazione.

Si costruiscono allora i famosi giocattoli in legno (ossia i famosi giocattoli della Cavalli & Poli disegnati da Gianni Visaglio), mobili per radio e radiogrammofoni, cofani mortuari e casse di vario genere tra cui casse stampate a fuoco e a colori per vini, birra e liquori, pasta, profumeria, olii e medicinali, dolciumi e frutta candita, imballaggi per frutta fresca e verdura, articoli per ceramiche e laterizi, per l’essicazione dei forati (scalere, telai ecc.).

Le difficoltà esterne della ditta sono parzialmente compensate, come si è detto, dalla scomparsa degli scioperi che avevano infiammato l’ambiente operaio sino al consolidamento del fascismo. Su incitamento del governo,si creano molte colonie elioterapiche o montane per i figli dei dipendenti. Anche la Cavalli & Poli ne avrà una. Inoltre si susseguono le manifestazioni del CRAL aziendale (nota 15).

Poiché con le sanzioni sono state bloccate pure le importazioni di legname d’opera, si manifestano per lo stabilimento grosse difficoltà anche per il reperimento della materia prima (nota 16).