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Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Capitolo 2

Capitolo 3 Capitolo 4 Capitolo 5

Dagli inizi agli anni ‘30

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Sul finire degli anni trenta il capitale della società ammonta a lire 8 milioni, ma si sta già imboccando una crisi economica che già investe il resto del mondo (che porterà alla famigerata Quota 90) viene aggravata in Italia dalla rivalutazione della lira da parte del governo mussoliniano e ciò creò forti difficoltà nelle esportazioni.  

Inizia un periodo nero per tutti: si chiudono numerose filande e le fabbriche, Cavalli & Poli compresa, effettuano numerosi licenziamenti.

È un durissimo colpo - la Quota 90 - in particolare anche per la ditta cremonese che dovette sopportare una forte perdita per i crediti in valuta inglese e per gli impegni relativi ai contratti in corso che la Cavalli & Poli volle comunque rispettare.

Si genera una crisi dovuta specialmente alle difficoltà di vendita sui mercati esteri, crisi prolungatasi fino al 1931 (nota 14). Ciò costrinse la società a chiudere lo stabilimento di Casalbuttano dove già si lavorava a periodi alterni: ciò si verifica l’anno 1932 con il conseguente licenziamento dei restanti 150 dipendenti, riunendo tutta la produzione a Cremona.

Colpi altrettanto gravi alla solidità della ditta sono la perdita di alcuni suoi uomini chiave.

Nel gennaio 1931 viene a mancare Aristide Cavalli, mentre nel 1933, quando lentamente la ditta si stava riprendendo, improvvisamente viene a mancare Gino Usuelli.

Nel 1935 poi, a causa della guerra con l’Etiopia e la conseguente alienazione dell’amicizia britannica, arrivano le note sanzioni economiche che praticamente esclusero la Cavalli & Poli da tutti i mercati esteri.

Si è costretti a chiudere la filiale di Londra. Gino Sita venne inserito nei quadri dirigenti di Cremona, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1945 a seguito di un bombardamento aereo.