|
Finisce la guerra, rientrano molti dipendenti che vi avevano
combattuto, o che erano stati richiamati, come lo stesso Ulderico Zani.
Parecchi sono morti (nota 9).
Riprende il ritmo di produzione alla Cavalli & Poli di Cremona e
Casalbuttano. Lavoro che va crescendo anche per una maggior conquista del
mercato inglese e dei Dominions. Il dirigente della filiale londinese,
Gino Sita tiene rapporti e visita nuovi stati: Iraq, India, Birmania e
Stati Malesi, Siam, Cina e Giappone, Australia e Sud Africa (nota 10). Ulderico Zani deve fare invece il pendolare tra Cremona e il
magazzino della consociata società milanese per azioni “Aste
Dorate” di via Fiori Chiari. Riferiscono della sua memoria
proverbiale, che conosceva perfettamente il catalogo con il codice di
ognuno dei circa seimila pezzi di cornici. Eccezionale era ugualmente la
sua conoscenza del legname. Poiché il nuovo mercato dà ottimi risultati, si rende
allora necessario ampliare i locali adibiti alle lavorazioni delle aste
e delle cornici ed essendo contemporaneamente in forte crisi
l’industria dell’imballaggio, specialmente per la concorrenza delle
piccole segherie artigiane, venne abolita questa lavorazione. Il mercato inglese continuò a richiamare un buon
assortimento tanto che per un lungo periodo di tempo partiva
giornalmente un vagone di cornici per l’Inghilterra. Nel 1923 la Cavalli & Poli di Cremona si presentava così:-capitale
versato lire 5.500.000. Stabilimenti e magazzini a Cremona (area coperta
mq 45.000 ); a Casalbuttano (nota 11)
(area coperta mq. 12.500); a Monticelli d’Ongina, con il magazziniere
Luigi Preti. In occasione della festa di inaugurazione del vessillo
della Società di Mutuo Soccorso Interna tra gli Operai (nota 12)
tenutasi, appunto, il 2 aprile di quell’anno, presenta in bella
edizione l’elenco dei suoi quadri dirigenti e i settori di produzione
che sono: a) Aste dorate b) Segheria c) Mobili e Strumenti Musicali
d) Magazzini Legname. Tipico del periodo storico che segue è innanzitutto la scomparsa degli scioperi e la proliferazione, incoraggiata e sostenuta dal regime fascista, in via di consolidamento, di istituzioni culturali, ricreative e sportive popolari (nota 13) volte a far dimenticare, in parte, le rivendicazioni di natura salariale che avevano caratterizzato negli anni precedenti il mondo del lavoro. |