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Schede Parte III - Dal tronco alla cornice

Capitolo 2

Capitolo 3 Capitolo 4 Capitolo 5

Dagli inizi agli anni ‘30

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Ed ecco che il libraio Cavalli, il quale non avrebbe mai pensato che sessanta anni più tardi altre persone della Cavalli & Poli avrebbero cercato piante di pioppo per essere lavorate dalla sua ditta, batte la campagna per l’acquisto e l’abbattimento dei pioppi (nota 2) mentre l’ing. Poli viaggia in cerca della clientela.

La strada imboccata si rivela quella buona, tanto da consentire ai titolari di aver presto a disposizione i mezzi per acquistare dal Comune di Duemiglia un’area accanto al Civico Cimitero in via San Bernardo 5. Trattasi di 110.000 mq su cui inizieranno a sorgere capannoni e magazzini per il legname. Un binario a scartamento ridotto si collegherà alle linee del trasporto ferroviario. La data dell’acquisto famoso è del 17 giugno 1908 a rogito notaio Pietro Folletti.

Ai più l’acquisto di tanta area sembra esagerato, ma come dirà l’articolista de La Provincia del 1953, il giorno d’inaugurazione dei nuovi padiglioni di lavorazione, “…Quando, attorno al 1907, i coraggiosi precursori cremonesi della produzione di cornici acquistarono una sì vasta area in Borgo Spera (110 mila mq) uno spirito quasi profetico doveva certo animarli. Perché, infatti, dotare l’azienda di una superficie di terreno sul quale, comodamente, sorgerebbe una cittadina col suo teatro e la sua chiesa maggiore per una industria ch’era al suo sorgere e non si sapeva se si sarebbe affermata? Ma l’entusiasmo faceva loro apparir rosea ogni prospettiva.

E non hanno sbagliato. A distanza di quarant’anni da quegli inizi fortunosi è giunto il momento buono per utilizzare parte di tale vasto terreno per costruirvi dei padiglioni pronti ad ospitare le modernissime macchine in procinto di entrare in funzione per una lavorazione più agile e moderna. La Cavalli & Poli intende mantenere la sua fama di più grande fabbrica di cornici del mondo. Ad affermarlo è stato un americano in visita con altri - per un accordo commerciale - allo stabilimento di via S. Bernardo, mr. Francis De Koven, da ritenere in America il Re dell’asta dorata...”

Il progetto di costruzione dei nuovi fabbricati tien conto dei due settori su cui  sarà imperniata la produzione: la segheria e la lavorazione industriale di cornici, impresa che già nella vicina Casalbuttano stava dando, da oltre un ventennio, buoni frutti ma che proprio in quegli ultimi anni stava mostrando la trama sotto l’infelice esperimento direzionale di Carlo Michel (nota 3). Uno dei soci, l’ing. Amilcare Robbiani, introdotto nell’ambiente casalbuttanese e amico dei titolari dello stabilimento tratta con i proprietari - che sa desidererebbero trasferirsi a Milano - l’acquisizione in blocco dell’attività, con annessi e connessi. Conclusasi la trattativa, la Cavalli & Poli opera allora un assorbimento che si rivelerà la carta vincente degli anni a venire: più che la struttura e il mercato sarà l’acquisizione degli uomini giusti, a cominciare da Gino Usuelli, cognato del Michel, del suo tecnico di fiducia, il bresciano Ulderico Zani (vedi scheda) e di alcuni validi capi dei reparti di produzione.

La transizione definitiva avverrà nell’ anno 1911.