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Ed ecco che il libraio Cavalli, il quale non avrebbe mai pensato che sessanta anni più tardi altre persone della Cavalli & Poli avrebbero cercato piante di pioppo per essere lavorate dalla sua ditta, batte la campagna per l’acquisto e l’abbattimento dei pioppi (nota 2) mentre l’ing. Poli viaggia in cerca della clientela. La strada imboccata si rivela quella buona, tanto da
consentire ai titolari di aver presto a disposizione i mezzi per
acquistare dal Comune di Duemiglia un’area accanto al Civico Cimitero
in via San Bernardo 5. Trattasi di 110.000 mq su cui inizieranno a
sorgere capannoni e magazzini per il legname. Un binario a scartamento
ridotto si collegherà alle linee del trasporto ferroviario. La data
dell’acquisto famoso è del 17 giugno 1908 a rogito notaio Pietro
Folletti. Ai più l’acquisto di tanta area sembra esagerato, ma come
dirà l’articolista de La
Provincia del 1953, il giorno d’inaugurazione dei nuovi padiglioni
di lavorazione, “…Quando,
attorno al 1907, i coraggiosi precursori cremonesi della produzione di
cornici acquistarono una sì vasta area in Borgo Spera (110 mila mq) uno
spirito quasi profetico doveva certo animarli. Perché, infatti, dotare
l’azienda di una superficie di terreno sul quale, comodamente,
sorgerebbe una cittadina col suo teatro e la sua chiesa maggiore per una
industria ch’era al suo sorgere e non si sapeva se si sarebbe
affermata? Ma l’entusiasmo faceva loro apparir rosea ogni prospettiva. E non hanno sbagliato. A distanza di quarant’anni da quegli inizi fortunosi è giunto il momento buono per utilizzare parte di tale vasto terreno per costruirvi dei padiglioni pronti ad ospitare le modernissime macchine in procinto di entrare in funzione per una lavorazione più agile e moderna. La Cavalli & Poli intende mantenere la sua fama di più grande fabbrica di cornici del mondo. Ad affermarlo è stato un americano in visita con altri - per un accordo commerciale - allo stabilimento di via S. Bernardo, mr. Francis De Koven, da ritenere in America il Re dell’asta dorata...” Il progetto di costruzione dei nuovi fabbricati tien conto
dei due settori su cui sarà
imperniata la produzione: la segheria e la lavorazione industriale di
cornici, impresa che già nella vicina Casalbuttano stava dando, da
oltre un ventennio, buoni frutti ma che proprio in quegli ultimi anni
stava mostrando la trama sotto l’infelice esperimento direzionale di
Carlo Michel (nota 3). Uno dei soci, l’ing. Amilcare
Robbiani, introdotto nell’ambiente casalbuttanese e amico dei titolari
dello stabilimento tratta con i proprietari - che sa desidererebbero
trasferirsi a Milano - l’acquisizione in blocco dell’attività, con
annessi e connessi. Conclusasi la trattativa, la Cavalli & Poli
opera allora un assorbimento che si rivelerà la carta vincente degli
anni a venire: più che la struttura e il mercato sarà l’acquisizione
degli uomini giusti, a cominciare da Gino Usuelli, cognato del Michel,
del suo tecnico di fiducia, il bresciano Ulderico Zani (vedi scheda)
e di alcuni validi capi dei reparti di produzione. La transizione definitiva avverrà nell’ anno 1911. |