|
|
La Cavalli e Poli nasce come fabbrica di violini, chitarre, casse armoniche e altri strumenti musicali l’anno 1895 ad opera di due carissimi amici: Aristide Cavalli (vedi scheda) e Francesco Poli (vedi scheda) |
|
con sede nell’ex Teatro Alfieri (già teatro Ricci,
divenuto in tempi più moderni il Teatro
Politeama Verdi) posto in un vecchio caseggiato di via Villa Glori
che fa angolo con via Divizioli (oggi demolito e sostituito da un
condominio). I
due fondatori danno con i loro cognomi la ragione sociale all’azienda
ed il motivo per l’originale marchio di fabbrica: due Cavalli
attraverso un globo terrestre di cui non si vedono che i Poli. Il
preciso intento dell’impresa è quello di costruire chitarre e
mandolini. L’inizio è brillante e fa registrare un periodo di pieno successo. Ma dopo quattro anni comincia a farsi sentire, invincibile, la concorrenza dell’industria napoletana e catanese. Subentra una fase discendente della produzione così che, dopo strenui tentativi di resistenza, arriva la capitolazione. Entrambi,
Cavalli e Poli, si trovano davanti ad una difficoltà insormontabile:
come pensare di licenziare gli operai? Non sarebbe meglio, piuttosto,
trasformare e diversificare la produzione? Non più mandolini, chitarre
e casse armoniche, bensì dedicarsi alla produzione più prosaica di
semplici casse da imballaggio (sic!) di tutti i tipi, di imbarcazioni,
persino di casse da morto oltre a tanti altri generi richiesti dal
mercato. Fu
una intuizione che si dimostrò valida. Siamo nel 1899 e, sulla rivista
pubblicata mensilmente dal Cavalli stesso appare un trafiletto
pubblicitario che la dice lunga: “Cavalli & Poli di Cremona - Prima grande fabbrica Lombarda di istrumenti musicali a corda - Segheria con macchine utensili mosse da motore a gaz "Otto"- Imbarcazioni diverse per fiume, da corsa e da passeggio. Ghiacciaie portatili uso famiglia e per Alberghi. Apparecchi per fare il ghiaccio con acqua pura distillata. Prospetti per impianti gaz acetilene,carburo di calcio. Imballaggi eccetera. Medaglia d’oro 1898 . L’andamento
favorevole delle cose lo si deduce dalla sopravvenuta necessità di
espandere il mercato e di ampliare i locali ormai insufficienti. Ecco allora che i soci
fondatori vengono a trasformare la ragione sociale della ditta che da
privata diventerà Società
Anonima, genere di impresa maggiormente in grado di creare nuove
idonee strutture. Viene
acquistato e adattato uno stabile su un’area fuori le mura e
prospiciente la stazione tramviaria (compreso tra le attuali vie Trento
Trieste, Dante e Peri), si acquisiscono alcuni soci e nuovo capitale
sociale, così che la rinnovata edizione della ditta si presenta col
nome di Cavalli & Poli
e C., meglio conosciuta dalla gente, dal logo pubblicitario, come La
Segheria. Alla
lavorazione e al commercio del legno si affianca un nuovo genere di
lavoro, che troverà poi un diverso e più ampio sviluppo: la produzione
di cornici per mobili e di particolari parti tornite oltre alla
esecuzione di impiallacciature per mobilia. Con questo nuovo assetto la ditta parte con un capitale societario dichiarato di lire 350.000 (nota 1). |
|